domenica, marzo 11, 2007

i voli pindarici della Sig.ra Spinelli

Se ti chiami Barbara Spinelli e se scrivi su uno dei due-tre quotidiani più importanti e autorevoli in Italia, La Stampa, puoi permetterti di tutto. Finanche stancare il lettore con certi pipponi domenicali di svariatissime battute, da leggere prima con il sapore del caffé ancora in bocca e poi, successivamente per meglio comprendere, con la bocca impastata segno di corpo reduce dal pisolino domenicale. Se ti chiami Barbara Spinelli – e se il tuo compagno è il ministro dell’economia TPS – puoi anche permetterti di cambiare idea dopo qualche mese, soprattutto se tutto il mondo nel quale ti rispecchi ha nel frattempo anch’esso cambiato opinione.

Così stamane [La Stampa, 11.03.2007, pag.1] si legge una Spinelli diversa la quale, come buona parte della sinistra europea, intuita la pochezza di un personaggio come Sègoléne Royal ma con troppa puzza sotto il naso per dichiarare apertamente la simpatia verso Nicolas Sarkozy, si è invaghita di Francis Bayrou, il candidato centrista alle presidenziali francesi il quale in poco tempo ha messo in crisi sia Sarkò che Segò e ha raggiunto quest’ultima, secondo gli ultimi sondaggi, a quota 23% di consensi. Poco male, cara Barbara, tutti in Italia piano piano stanno abbandonando l’ochetta francese: prima erano forti dichiarazioni di simpatia, conferenze a congressi e feste dell’Unità; poi, piano piano, i consensi hanno cominciato a farsi sempre più timidi, sempre più nascosti, talvolta persino imbarazzati, per concludersi infine con l’appoggio a Bayrou, quando anche qualche intellettuale d’oltralpe ha deciso di togliersi il peso dell’imbarazzante foglia di fico, derivata da gaffè micidiali ed da dichiarazioni deplorevoli da parte della candidata socialista.

Dicevamo, la Spinelli simpatizza per Bayrou e abbandona la Royal? Certo che sì, il suo fondo di stamane ne è la prova concreta. Dispiace solo che la nostra, il 26 novembre scorso, sempre su La Stampa e sempre nella pippa domenicale, fosse seriamente entusiasta di Sègoléne, tanto da farne un ritratto estremamente adorante: “la bellezza, il sorriso che non scema”, persino “la composta linea del tailleur” della donna “che seduce” avevano conquistato il cuore chiccosissimo di Barbara Spinelli. Perché lo scorso novembre Sègoléne Royal era ancora la “star-Segò”, una perfetta alternativa agli uomini politici guardati con sfiducia – questo il succo dell’articolo della Spinelli.

Stamane invece Sègoléne Royal è solo la candidata socialista alle presidenziali francesi, e in quanto tale vittima ancora dello slogan “nessun nemico a sinistra” rimasto immutato per ogni candidato della sinistra francese nel corso del tempo ad iniziare dal primo Novecento.

Dunque l’endorsement, ovvero l’appoggio che un intellettuale offre ad un candidato politico, sebbene in questo caso trattasi di appoggio fittizio, è tutto per Francio Bayrou. Che pare essere stato un fulmine a ciel sereno: sconosciuto ai più fino all’altro giorno, ora è balzato clamorosamente nei sondaggi, ha conquistato il cuore di tutti. E, soprattutto, dice la Spinelli, lancia una nuova sfida “ai cittadini come ai partiti”, chiedendo di “apprendere l’arte di coalizzarsi col diverso”. Trasformismo? Voltagabbanismo? Neo-centrismo tendenza Marco Follini? Quella che sembra essere la soluzione per tutti più logica non lo è per la Spinelli: Bayrou lancia questa sfida per riuscire a raggiungere il “bipolarismo perfetto”, quello che nacque e resistette nella Germania dopo che i socialdemocratici riuscirono a creare la koalitionsfähigket, ovvero il “muoversi diversamente rispetto al passato ripensando i propri programmi, lo sguardo sulla società, l’attitudine ad ascoltare voci differenti dalla propria”. Non è trasformismo “puro”, è nascosto da ottimi eufemismi, ma la Spinelli ci fa credere tutt’altro. E perché mai Bayrou dovrebbe ottenere questo? Perché in Francia la sinistra e la destra sarebbero paralizzate, troppo occupate a non farsi nemici (sinistra) o a conquistare gli elettori estremisti di Le Pen (destra). Dunque un motivo nobile, pare di capire.

Dopo tutta questa confusione mentale, il pippone prende però forma e consistenza, e si capisce immediatamente q uale è il punto a cui la nostra vuole arrivare. Tracciando un mirabolante parallelismo Francia-Italia, la Spinelli conclude dicendo che la situazione di immobilità dei due poli francesi, incapaci a rispondere alle reali esigenze del paese, potrebbe portare ad una anomalia “impolitica”, ad una “contro-democrazia” per dirla con il politologo Pierre Rosanvallon, come lo vicenda di Mani Pulite in Italia portò al “populismo” e all’ “impolitica alternativa di Berlusconi”. Tutto chiaro, ora. Premessa storico-politica per sferrare l’ennesimo attacco al Cav., che da 13 anni secondo la Spinelli non ha fatto altro che predicare populismo, demagogia e a fermare il paese. Manco a dirlo, in quanto compagna di un ministro, la nostra una lancia in favore di Romano Prodi doveva pure spezzarla, no? Ecco allora che in Italia l’apprendimento che anche la Francia dovrebbe iniziare a fare “è in corso, ed è significativo che l’esempio Prodi seduca Bayrou. Centrosinistra e Ulivo sono la risposta all’emergenza populista di Berlusconi e alla crisi della democrazia”. Capito? In Italia Romano Prodi con l’Unione riesce a governare, secondo il modello di coalizzarsi “con il diverso”: fa nulla se poi la sinistra radicale tiene in scacco quella riformista, o se i laici vanno contro ai cattolici e viceversa, e per entrambe le cose si assiste ad imbarazzanti manifestazioni dove ministri ed esponenti della maggioranza scendono in piazza a manifestare contro lo stesso governo di cui fanno parte. Volo pindarico fantastico, cara Barbara Spinelli. Cambiare idea su un personaggio per attaccarne un altro – fantastico, chissà perché nessuno prima ci aveva pensato.

[Deve essere una sindrome strana: leggi i pipponi e ti fai i pipponi. Precisamente di 5.926 battute. Comprese queste ultime].

4 Commenti:

Blogger gabbianourlante ha detto...

non sono forse i topi i primi a sentire che la nave affonda?
ciao

12:27 AM  
Anonymous grisostomo ha detto...

I miei complimenti per la forza d'animo che hai avuto a sorbirti la minchiatona domenicale di questa incredibile intellò.

4:39 PM  
Anonymous Anonimo ha detto...

Intanto Sarkò firma un Contratto in diretta televisiva, e Segò dà le direttive ai suoi sostenitori: sorridere sempre, distribuire fermacapelli griffati.
Il Cav è troppo avanti!!! :-)

Peppo

6:02 PM  
Anonymous Anonimo ha detto...

D'altro canto essendo sposata con quel professore che scrive determinate cose sul Corriere della Serva e poi da Ministro fa l'esatto opposto di cio' che scrive puo' spiegare come i due formino una coppia affiatata e assolutamente coerente.

Simo

9:57 PM  

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