giovedì, maggio 10, 2007

Il sesso orale secondo il Corriere della Sera

Su qualunque manuale di giornalismo c'è scritto che solo una percentuale bassissima tra coloro che leggono abitualmente i quotidiani arriva alla fine degli articoli. Molti si fermano prima della metà, e questo è il motivo per cui un buon pezzo deve aver elencato tutte le informazioni principali circa l'argomento nelle primissime righe, in modo tale che il voltar pagina non rappresenti una sorta di compromissione della notizia. Se il lettore poi vorrà, approfondirà leggendo tutto l'articolo e – al limite – facendo ricerche personali sulla cosa.

Per come la mette il Corriere, e tenuto conto di quanto scritto sopra, praticare fellatio e cunnilingus sarebbe il principale viatico per prendersi un tumore alla gola, in quanto la possibilità di trasmissione del virus Hpv, fattore di rischio per i tumori appena citati, è molto alta. Di più, leggendo le prime righe dell'articolo che presenta una ricerca condotta al Johns Hopkins Kimmel Cancer Center di Baltimora, si apprende come chi ha avuto nella sua vita più di 6 partner di sesso orale avrebbe “una probabilità di andare incontro a un tumore da Hpv 8,6 volte maggiore rispetto agli altri”. Numeri impressionanti, se si pensa che un fumatore ha un rischio solamente triplicato rispetto a chi non fuma, e chi beve in modo pesante doppio rispetto agli astemi o ai consumatori occasionali di alcool.

Uno potrebbe fermarsi qui, disgustato per la cosa, e iniziare a fare il conto di quanti sono stati i suoi di partner di sesso orale nel corso della vita, numerandoli con le dita incrociate pur nella consapevolezza che difficilmente sono stati meno di sei. Basterebbe però continuare a leggere l'articolo in questione per capire una cosa semplice – o forse due: che l'autrice del pezzo non ha studiato su un buon manuale di giornalismo e/o che la notizia non sarebbe stata letta o cliccata senza quel titolo catastrofista: “Sesso orale a rischio tumore”. Dalla seconda metà del pezzo in poi, infatti, si legge che il virus Hpv lo si può contrarre “anche con un bacio”, seppur questo caso non sia stato preso in considerazione dai ricercatori di Baltimora. O ancora, con “il contatto della pelle” e che esso risiede in tutti “i liquidi del corpo”. E più sotto si afferma che “Il virus è ubiquitario: si ritiene che una buona fetta della popolazione mondiale, uomini e donne indifferentemente, si infettino nel corso della vita, ma nella maggior parte dei casi l’infezione si risolve con pochi sintomi. Soltanto alcune persone che si contagiano con certi ceppi di virus cosiddetti ad alto rischio, come per esempio l’Hpv 16, possono ammalarsi seriamente”.

Se tanto vi dà tanto, val la pena continuare a darci dentro.

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