martedì, aprile 11, 2006

C'è stato un pareggio, c'è l'ingovernabilità ma la sinistra finge di aver vinto

Come iniziare ad analizzare questa tornata di elezioni politiche? I risultati sono definitivi? Manca ancora qualcosa? I giornali hanno battuto il record di edizioni uscite in un solo giorno, o ne servono ancora due o tre? Partiamo proprio da questi ultimi, i giornali. Prendiamo ad esempio l'Unità, quotidiano del quale – tra web e televisione – da stanotte ho visionato tre copertine diverse. L'ultima, quella che dovrebbe essere definitiva, recita: “Berlusconi Addio”. Questo era deciso già da tempo nella redazione del quotidiano fondato da Gramsci e questo alla fine si è scritto. Anche se la realtà, nessuno lo può negare, è molto diversa da quanto annunciato nel titolone a cinque colonne. Perché non si può dire addio al Cav. in particolare e al berlusconismo in generale dopo aver dato un'occhiata ai risultati. Certo, il centrosinistra si aspettava il trionfo e non il tronfio, e ora fa finta che di trionfo si sia in effetti trattato, così, forse per nascondere i malumori interni alla sua classe dirigente. Perché non c'è trionfo quando alla Camera vinci per una ventina di migliaia di voti e il Senato te lo aggiudichi con due seggi di vantaggio (158 a 156 dopo i risultati del voto all'estero), pur avendo come maggioranza assoluta di voto un vantaggio per il centrodestra.

Questo non è trionfo, è pareggio. Faticheranno a capirlo, ma sta di fatto che non ci si può allontanare di una virgola dal dato quale effettivamente è. Ora faranno la festa più volte rimandata a Piazza Santi Apostoli da leader che – scusate la franchezza – se la facevano sotto, che non sapevano cosa dire alla folla piagnucolante (sì: piagnucolante: c'è un ometto stamane sul Corriere con la bandana della pace stile rambo e l'occhio gonfio che sembrava Ronaldo all'ultima stagione in nerazzurro, quella maledetta) e anche e soprattutto a loro stessi. Ora, ribadisco, cercheranno di spacciare una vittoria che li vede avanti di un nulla – perché uno 0,06% è un nulla, che lo si voglia o meno – come la sconfitta del berlusconismo, e gongoleranno, sapendo di non aver vinto e mentendo a loro stessi, oltre che agli italiani che vorrebbero così avidamente governare.

Ma quale vittoria, scusate? Queste elezioni il vincitore non lo vedranno mai, semplicemente perché non c'è; in compenso si possono identificare due sconfitti: il popolo dei sondaggisti e degli exit poll e Romano Prodi. Per quanto riguarda i primi, è chiaro che hanno toppato di grosso e che hanno perseverato in questo errare per mesi e mesi, fino almeno alle 18 di ieri pomeriggio: Unione in vantaggio di 5-6 punti percentuali, vittoria scontata, plebiscito, tanto da far sbandare anche gli unionisti, i quali ieri nelle prime ore dopo la chiusura dei seggi già cantavano vittoria, esultavano, prendevano abbagli clamorosi (e l'edizione straordinaria di Liberazione, il quotidiano di Rifondazione, che usciva con un “Avanti popolo! Berlusconi dopo 5 anni di disastri va a casa”, in questa senso è da emeroteca della risata, se ne esistesse una) salvo successivamente nascondere la testa sotto la sabbia per poi accontentare il popolo dei duri e puri che fino all'alba se ne stava in giro aspettando una festa che è arrivata troppo tardi e che aveva il sapore amaro del “le bottiglie le abbiamo comprate, che fare? Mica possiamo buttarle”. Il secondo sconfitto, si diceva, è Romano Prodi. Un mortadellone che non ha convinto l'Italia e gli Italiani, poco da fare. Doveva vincere a man bassa contro una Casa delle Libertà anch'essa vacillante, e invece si è impappinato da solo su tasse, famiglia, iniezioni di fiducia e sicurezza che più che altro sembravano malauguri. Lui è il vero sconfitto, l'uomo che doveva risollevare l'Italia e che invece ha risollevato 20 mila persone in più di quelle che già aveva dalla sua parte. È questa la vittoria?

Ora vorranno anche governare, certo. Ma se già prima del voto la situazione non era delle migliori, a causa di un Unione che comprendeva dentro di sé ideali e personaggi all'opposto, adesso il problema è anche maggiore. Una maggioranza talmente risicata da essere inesistente come può pensare di andare d'accordo? Come, se non esiste? Qualcuno prima di spiegarlo a me cerchi di spiegarlo a loro, che già si sono messi in testa di prendere le redini dell'Italia. Ora sono in crisi nera: tra i più grandi tre partiti italiani ne hanno uno solo al secondo posto (i Ds), hanno i folli di Rifondazione che si pavoneggiano forti di un miracoloso 7% alla Camera, che sommato ai voti degli altri estremisti (Verdi e Pdci) arriva ad un 10% (circa un quarto dei voti dell'intero centrosinistra) ed ex democristiani (Margherita e Udeur) che si attestano insieme al 16%. Cosa si inventeranno? Potranno decidere per gli italiani o la cosa – visti i risultati – risulta una contraddizione in termini, dal momento che la maggioranza degli italiani non sta con loro?

Per quanto riguarda il centrodestra, la situazione che si viene a definire non c'era nemmeno tra le più rosee aspettative. Il tracollo non c'è stato, segno che l'Italia il passo indietro non lo voleva fare, e anzi qualcosina si è guadagnato, basti pensare al fatto che Forza Italia rimane il primo partito italiano con circa il 24% delle preferenze (e dico: come i cattocomunisti potevano pensare di debellare il berlusconismo con un'Italia che ha decretato primo partito proprio il partito del Cav.?), An è stabile poco più sopra il 12% e l'Udc addirittura ha raddoppiato la percentuale rispetto alle Politiche del 2001 ottenendo un ottimo 6,2%. Il centrosinistra deve necessariamente tenere conto di tutto ciò, perché i numeri per governare non li ha.

Cosa succederà ora? In molti sono a dire che bisognerebbe tornare alle urne ma anche ad essere favorevoli a questa proposta, la cosa non può accadere prima di settembre. Dunque sembra profilarsi l'ipotesi di un governo tecnico, che duri da qui alla prossima chiamata alle urne, da instaurare dopo aver cercato anche di convincere Ciampi a rimanere Presidente della Repubblica almeno fino al ballottaggio. Ma ancora non si è sicuri di nulla – a parte a sinistra dove, va da sé, ad auto-convincersi delle loro cazzate sono sempre stati bravi – e quindi forse è prematuro fare altre ipotesi.


4 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

Shhhh.
Ora l'Italia la governiamo NOI.
Shhhh.
E se vuoi entrare, da oggi, impara a bussare.
[Ste]

2:21 PM  
Blogger ordinegenerale ha detto...

Voi chi, scusate?

Capisco che dopo tutto questo tempo di "sshhh" liberatori ne volete fare parecchi, d'altronde li avevate preparati per il "trionfo" e poco importa che l'effetto non sia quello da voi sperato. Tuttavia penso che prima di spernacchiare il verso del silenzio ci debba essere la buona educazione.

Oh, carissimi, ovviamente voi non la usate, non pretenderete mica che un berlusconiano di merda come me possa fare altrettanto, no?

Quindi vi dico: fino a prova contraria chi è venuto qui senza bussare siete "voialtri", al vostro letamaio io nemmeno mi ci voglio avvicinare.

6:28 PM  
Anonymous Anonimo ha detto...

Ma Ordine, perdi anche tempo a rispondere a sti coglioni (per citare sua meastà Berlusconi)?

Parlando di cose serie tu cosa dici: sta schifezza cadrà prima di mandare definitivamente in malora il paese?

6:49 PM  
Blogger ordinegenerale ha detto...

Caro Giuba,
hai perfettamente ragione, perdo solo tempo.

Detto questo: cadrà, sicuro. Sarebbe caduto anche nel caso avessero preso voti che gli consentivano una larghissima maggioranza, figuriamoci cosa possono combinare ora che al senato hanno preso 350 mila voti in meno e alla camera vincono di 25 mila - che però iniziano a diminuire dopo la contestazione delle schede annullate.

Ci sarà da ridere vedendo quello che Prodi e compagnia brutta faranno. Il problema è che sarebbe meglio piangere.

Saluti

1:13 PM  

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