sabato, marzo 01, 2008

la confusione mentale di Pier Ferdinando Casini

Casini giudica “un bluff il duopolio Veltrusconi”, ovvero il presunto inciucio che si dovrebbe delineare dopo le elezioni tra il Pdl e il Pd. Ma è bene sottolineare che il cosiddetto “Veltrusconi” è appunto un inciucio “presunto”, e che quindi per rivelarsi un bluff dovrà anche rivelarsi da “presunto” a “in essere”. Quello che ha fatto il leader dell'Udc invece come lo vogliamo chiamare? Riassunto, per chi si è perso le puntate precedenti: prima Casini voleva far parte della Casa delle Libertà, insieme a Forza Italia, Lega e Alleanza Nazionale, il che ha portato i suoi ex compagni di partito Baccini e Tabacci ad uscire in polemica dal centrodestra e a fondare la Rosa Bianca. Poi, quando Forza Italia e An si sono sciolte nel Pdl, Casini ha detto che una cosa così lui mai l'avrebbe fatta, al limite un apparentamento. Apparentamento del quale il Cav non ha mai voluto sentir parlare: concessione fatta solo alla Lega per via del suo carattere territoriale, perché il leader del Pdl mica è come Veltroni che dice di correre da solo e poi prima imbarca Di Pietro, poi i Radicali e chissà chi potrebbe essere il prossimo. Succede allora che Casini dice: ok, me ne vado. E inizia a sparare a zero contro il centrodestra italiano, come se lui non ne avesse fatto parte fino a quindici giorni fa, dopo aver governato tra l'altro per cinque anni filati, e non senza causare qualche mal di pancia. Ma si sa, il richiamo dello scudo crociato, simbolo che secondo i sondaggisti dovrebbe attirare una fetta dell'elettorato pari a circa il 30%, ma che dalla fine della Dc ad oggi ha preso sì e no il 6%, è troppo forte. E dove finisce il nostro Pier Casini? Marcia indietro, va insieme ai suoi ex compagni Baccini e Tabacci, che un mese fa uscirono dal suo partito in polemica col suo leader. Voi, tutto questo, come lo chiamate?

Etichette: , , , , ,

0 Commenti:

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

<< Home page