sabato, febbraio 21, 2009

per quanti anni ancora vinceremo?

A leggerli così, come fosse la lista della spesa: Palmiro Togliatti, Luigi Longo, Enrico Berlinguer, Alessandro Natta, Achille Ochetto, Massimo D'Alema, Piero Fassino, Walter Veltroni. Dario Franceschini. Minchia!

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mercoledì, aprile 30, 2008

la sfiga

Quando Walter Veltroni tirerà fuori le palle e affronterà chi, dentro il suo stesso partito, gli vuole staccare la testa già da prima ancora delle batoste, si ricordi che forse avevo ragione un po' anche io: sembra che qualcuno porti sfiga.

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mercoledì, aprile 16, 2008

prime teste che cadono

Prodi abbandona la presidenza del Partito Democratico.

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Veltroni se vuole davvero fare opposizione smetta di frignare

Io non capisco una cosa: due anni fa, alle elezioni politiche, i voti di scarto alla Camera furono circa 24 mila in favore del centrosinistra e al Senato il centrodestra prese addirittura più voti; detto questo, vinse l'Unione. Vinse, lo ripetiamo, per quei meccanismi di scatto del premio di maggioranza al Senato su base regionale, per cui se anche prendi meno voti, ma più regioni, hai più seggi e bla bla bla. Vinse l'ho scritto io adesso, perché allora chiunque – a parte il centrosinistra, appunto – parlava di sostanziale pareggio non per un'approssimazione dei numeri in favore del centrodestra, ma perché le urne non consegnarono in effetti né un vincitore né un vinto. E allora si ragionò inizialmente sulle cosiddette larghe intese, con il Cav. che si disse subito disponibile a collaborare attivamente. Il “prezzo” che il centrosinistra avrebbe dovuto pagare – e le virgolette non mi sono scappate – sarebbe stato quello di dare all'opposizione (che, ripeto, non era uscita sconfitta dalle urne) la presidenza di una delle due Camere del Parlamento. Prodi e la sua banda avidamente rifiutarono l'offerta, si presero tutto – Presidenza della Repubblica compresa – e si misero in testa di poter governare: io che sto scrivendo e voi che state leggendo sappiamo come è andata a finire.

Alle elezioni politiche dell'ultimo fine settimana, con la stessa legge elettorale del 2006 e quindi, se così si può dire, con le stesse regole del gioco, le urne hanno consegnato un vincitore (il centrodestra) e un vinto (il centrosinistra). E non con qualche migliaio di voti di scarto, ma con 7-8 punti percentuali in entrambi i rami del Parlamento, con il centrodestra che può contare su un numero di senatori in più rispetto al centrosinistra notevole. E Veltroni, ovvero il fantoccio che gli stessi del 2006 hanno mandato avanti al posto di Prodi, giusto infiocchettandolo un po' meglio e dandogli modo di vendere agli italiani il fumo di cui è capacissimo, ora si lamenta. Vorrebbe almeno una Camera per l'opposizione, cioè per lui, e dice addirittura che darà “vita ad un subgoverno”. Qualcuno, per cortesia, metta fine alla pagliacciata e gli ricordi di aver perso – e magari, già che c'è, gli dica anche che con la Lega, qui, si è già governato per 5 anni.

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martedì, aprile 15, 2008

W ha fatto il pieno di sfiga

Secondo me, tutta questa gente gli ha fatto fare il pieno di sfiga.

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giovedì, aprile 10, 2008

dare alla Latella quel che è della Latella

Il nuovo che avanza a passo di gambero – occhi in avanti, piedi all'indietro – o ha un ufficio stampa un po' strampalato, oppure non è così cool – avrei voluto scriverlo in italiano, ma poi ci tacciano di volgarità a noi berlusconiani – come vuol farci credere. Non è così neo-laureata, non è così bionda, non è così riccia, non è così a la page, non è così “nuova”. Non è così attenta ai settimanali che sembrano costruiti intorno a lei e alla sua idea di novità: ditele che l'hanno intervistata su A e non su Vanity Fair.

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gamberi.

giovedì, marzo 27, 2008

anche i Village People nel loro piccolo s'incazzano

I Village People ci liberano del video più chiacchierato della Rete. Ora speriamo che anche Repubblica dica qualcosa per la ciofeca.

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la Repubblica infilata nello spot del Partito Democratico

C'è questo esilarante video creato dalla sezione lombarda del Partito Democratico in cui viene presa Y M C A dei Village People e viene trasformata in I Am PD, con corredo di immagini che lo rendono simile all'ultimo “spot televisivo della Coop” (e non lo dico io, lo dice il suo regista). Un video sul cui ribrezzo non c'è nulla da dubitare, e che nonostante tutto sta appassionando la blogosfera, equamente divisa tra chi sfotte e chi si felicita. Quasi nessuno, finora, si è però accorto di un tipico caso di product placement, evidente almeno quanto i telefonini e le carte di credito – all'occorrenza Tim o Vodafone, Visa o Mastercard – nei cinepanettoni dei fratelli Vanzina: durante il video(clip) passa più volte l'immagine di un edicolante che si è prestato alla bisogna e, ai lati inferiori dell'inquadratura, compare la testata di Repubblica malamente sovrapposta. Fate un paragone con le altre riviste che appaiono nell'immagine, se avete dubbi: colore, nitidezza e profondità sono diverse. Quando si dice che Carlo De Benedetti vuole la tessera n.1 del Pd.

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lunedì, marzo 10, 2008

la sinistra che si dimentica di quando Ciarrapico...

Premesso che nemmeno a me la candidatura di Giuseppe Ciarrapico nel Pdl piace, a sinistra stanno però dimostrando pienamente il concetto di avere la faccia tale e quale al culo: perché nessuno di loro ha mai detto niente quando Ciarrapico – il “fascista Ciarrapico” come scrive l'Unità – si presentava ai dibattiti sulla nascita del Partito Democratico e definiva Goffredo Bettini come uomo “di un'intelligenza straordinaria”. Di grazia, Bettini avrebbe dovuto fare un passo indietro?

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lunedì, marzo 03, 2008

the paraculaggine never ends

Dopo l'operaio della Thyssenkrupp, dopo Colaninno, dopo la Madia, dopo la precaria-non-precaria, dopo Di Pietro ma anche i radicali, Veltroni candida anche l'imprenditore Calearo.

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domenica, marzo 02, 2008

Walter, che simpatico paraculo!

Walter Veltroni, si sa, è un gran comunicatore. Ma non si offenderà di certo se alziamo di un po' i toni di questa sonnolenta campagna elettorale per aggiungere anche che è un gran paraculo – sia detto con un po' di quell'accezione e accento romani dei quali Veltroni è sicuramente a conoscenza. Il perché? Scorrere la lista di quelli che vuole candidare per il suo Partito Democratico è come osservare la composizione di un campione sondaggistico che vuole essere il più ampio possibile, in modo da avere un responso attendibile. C'è di tutto: l'operaio dell'acciaieria Thyssenkrupp – perché così la tragedia è mediaticamente sfruttata ai massimi livelli – ma anche Matteo Colaninno. C'è una giovane, dicono laureata, presunta signora nessuno che però lavora per Minoli ed è stata fidanzata con il figlio del Presidente della Repubblica Napolitano, tale Marianna Madia che è tanto graziosa quanto politicamente impacciata, e che dovrebbe rappresentare il rampantismo giovanile. Di contro, è notizia delle ultime ore che per non farsi mancare il voto del popolo precario, Walter Veltroni ha candidato una giovane, appunto, precaria: Loredana Ilardi, da Palermo, operatrice in un call center. Ma la politica non è un campione per un sondaggio, dovrebbe avere un'idea di fondo e non mettere insieme tutto e il contrario di tutto: imprenditori e operai, giovani fighetti e precari, radicali e teodem, garantisti e forcaioli. Veltroni, ovviamente, è riuscito invece a fare un bel frullato, che verrà gustato da quella fetta di elettorato italiano che riesce a digerire tutto, anche le peggiori porcherie. Chissà se riuscirà a digerire anche la bufala avariata della giovane precaria che 1) precaria non è (“non è assolutamente precaria. A suo tempo fummo noi a comunicarle l'indeterminato”, queste le parole del suo datore di lavoro in un articolo del Giornale 2) guadagna sì 700 euro al mese ma 3) il suo contratto è un part-time giornaliero di 4 (quattro!) ore.

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sabato, marzo 01, 2008

la confusione mentale di Pier Ferdinando Casini

Casini giudica “un bluff il duopolio Veltrusconi”, ovvero il presunto inciucio che si dovrebbe delineare dopo le elezioni tra il Pdl e il Pd. Ma è bene sottolineare che il cosiddetto “Veltrusconi” è appunto un inciucio “presunto”, e che quindi per rivelarsi un bluff dovrà anche rivelarsi da “presunto” a “in essere”. Quello che ha fatto il leader dell'Udc invece come lo vogliamo chiamare? Riassunto, per chi si è perso le puntate precedenti: prima Casini voleva far parte della Casa delle Libertà, insieme a Forza Italia, Lega e Alleanza Nazionale, il che ha portato i suoi ex compagni di partito Baccini e Tabacci ad uscire in polemica dal centrodestra e a fondare la Rosa Bianca. Poi, quando Forza Italia e An si sono sciolte nel Pdl, Casini ha detto che una cosa così lui mai l'avrebbe fatta, al limite un apparentamento. Apparentamento del quale il Cav non ha mai voluto sentir parlare: concessione fatta solo alla Lega per via del suo carattere territoriale, perché il leader del Pdl mica è come Veltroni che dice di correre da solo e poi prima imbarca Di Pietro, poi i Radicali e chissà chi potrebbe essere il prossimo. Succede allora che Casini dice: ok, me ne vado. E inizia a sparare a zero contro il centrodestra italiano, come se lui non ne avesse fatto parte fino a quindici giorni fa, dopo aver governato tra l'altro per cinque anni filati, e non senza causare qualche mal di pancia. Ma si sa, il richiamo dello scudo crociato, simbolo che secondo i sondaggisti dovrebbe attirare una fetta dell'elettorato pari a circa il 30%, ma che dalla fine della Dc ad oggi ha preso sì e no il 6%, è troppo forte. E dove finisce il nostro Pier Casini? Marcia indietro, va insieme ai suoi ex compagni Baccini e Tabacci, che un mese fa uscirono dal suo partito in polemica col suo leader. Voi, tutto questo, come lo chiamate?

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domenica, febbraio 24, 2008

Voteremo comunque Cav., ma che si dia una sveglia!

Qui non si hanno mai avuto dubbi. Votare Cav è l'unica scelta possibile alle prossime elezioni politiche, e non solo perché si è sempre stati moderatamente berlusconiani – o berlusconianamente moderati, la differenza c'è ed è sottile. Ma anche perché Veltroni e il suo (e di Romano Prodi) Partito Democratico ce la stanno mettendo tutta a costruire un accrocchio in cartongesso che dia l'impressione di essere qualcosa di nuovo, di moderato, con un programma simile a quello berlusconiano degli ultimi 10-15 anni, ma che dietro nasconde sempre la stessa puzza di oligarchia cattocomunista, di vecchia politica infiocchettata per la festa.

Detto questo, non si può però non vedere il cambiamento della scena politica per quello che è, ovvero un fatto positivo l'essere passati da un bipolarmismo imperfetto ad un bipartitismo – se imperfetto anche questo, ancora non si può sapere, anche se per il momento sembrerebbe tenere. Una mezza rivoluzione, in positivo. Allora Cav. anche questa volta, nella sua trasformazione in Popolo della Libertà. Solamente mi piacerebbe votare Cav. un po' più convintamente rispetto a quello che è l'umore degli ultimi giorni. Perché l'impressione è quella di una troppo forte convinzione di avere la vittoria già in tasca, che si traduce nei fatti in una campagna elettorale smorta e spenta, se non proprio inesistente; in un aver “mollato il colpo” che ha del preoccupante. Anche a livello programmatico, il senso di vaghezza è padrone, e in questo il centrodestra non si può permettere di comportarsi come Veltroni, che del vago e del pressapoco è maestro, ma che in quanto a “presa” sull'elettorato, in quanto a vendere il fumo accecante della (finta) modernità non è secondo a nessuno, e in molti potrebbero cedere alle sue futili tentazioni. Concretamente: dove è finito il Cav. combattivo (con Fini e Bossi) capace di strabiliare il suo “pubblico”, e allo stesso tempo di conquistare nuove fette di elettori, che abbiamo visto fino alla scorsa campagna elettorale, con annessa rimonta incredibile che ha portato al pareggio politico? Dove è finito il Cav. leonino, che sembra crederci sempre e non mollare mai? Quello che si vede in questi giorni in televisione, quello che si legge sui giornali, è quasi irriconoscibile, perso come è sulle candidature di Angela del Grande Fratello o di Aida Yespica, verso cui la speranza sta in una loro rinuncia perché il capo sembrerebbe troppo convinto di metterle sul serio in lista. Concretamente: se il centrosinistra manda in televisione, nel corso di Unomattina, il suo numero due Dario Franceschini, per quale motivo il Cav. di tutta risposta manda la coordinatrice lombarda di Forza Italia Mariastella Gelmini? Con tutto il rispetto per quest'ultima, donna politica in gamba e promettente, lo scontro è tra diversi “pesi”. Queste debolezze non le vorremmo più vedere, certe vaghezze non le vorremmo più sentire. Al contrario, vogliamo forza, voglia di crederci e di far vedere che il Popolo delle Libertà non ha la vittoria in tasca ma che la partita è ancora tutta da giocare. In quel caso, così come ora, voteremmo ancora Cav., ma vuoi mettere la voglia?

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mercoledì, febbraio 06, 2008

tutti da soli - o, almeno, leggeri.

Walter Veltroni ha dichiarato che al Senato il Partito Democratico correrà da solo. Ora mi aspetto che il Cav. segua alla lettera le indicazioni che gli sono arrivate da An, Lega e Udc: la Casa delle Libertà siamo noi quattro, punto; se vuoi allargare, aggiungi un posto nelle liste di Forza Italia. Così, sarebbe (quasi) perfetto.

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