venerdì, ottobre 28, 2005

Celentano è lento, tremendamente lento

Ieri sera ho rimediato. Fanculato gli impegni personali, alle 10 e un quarto ero sul divano, pronto per vedere Benigni da Celentano. Dai, inizia? Celentano è lento, tremendamente lento. Poi prende il via, entra il nanerottolo toscano. E dà il via alla farsa. Signori, Adriano Celentano becca 350 mila euro a puntata per fare cosa? Da solo nulla, solo tremende rotture di palle, causate dai suoi silenzi – l’ho già detto? Celentano è lento, tremendamente lento. In coppia invece qualche figuraccia riesce sempre a rimediarla. E cosa succede con Benigni? Si finge la scrittura di una lettera al Premier, dicendo che, sì, è un comico e potrebbe venire a parlare in trasmissione, però prima deve dimettersi. Quando si dimetterà Celentano, che è lento, tremendamente lento? Poi sempre nella stessa lettera l’inedito duo ha l’occasione di infilare una perla – per i porci – di bassissima scuola comica: visto che quest’anno ho criticato il Governo, l’anno prossimo farò una trasmissione dove criticherò l’opposizione. Ah, ah, il pubblico in sala ride – forse perché si è accesa la spia applausi e loro, da gran pecoroni, obbedienti al led lampeggiante – e noi contribuenti paghiamo. In due giovedì Adriano Celentano ha incassato 700 mila euro – 1,4 miliardi delle vecchie lire. Contenti? Manco per niente. Benigni ovunque va deve spogliarsi, poteva rinunciare davanti a 20 milioni di italiani? Certo che no, e allora in scena: rimane in maglietta della salute e boxer, ruba l’abito all’inutile valletta – scenetta preparata, perché la nostra ignuda mica ci rimane per davvero, e sotto ha un altro abitino: alla faccia della spontaneità – e si lancia con il Molleggiato in una penosa versione di Siamo La Coppia Più Bella del Mondo. Ora, passi per Benigni che sicuramente non sa cantare (e anche se fosse in grado fingerebbe, come finge di non saper parlare l’italiano), ma Celentano quante volte l’ha cantato quel pezzo? Potrebbe almeno far finta di avere un minimo interesse ed evitare di steccare ad ogni – dico ogni – attacco? Santo Cielo, per tutti quei soldi la performance deve essere all’altezza, altrimenti come minimo si reclama il prezzo del biglietto. Ma Adriano è lento, tremendamente lento. Conclusione filosofica affidata a Socrate: si accende la spia e il pubblico applaude, probabilmente ignaro di ciò che ha appena ascoltato; ma l’ha detto Benigni, e in più da Celentano, si può non applaudire? Entra Ramazzotti, si fingono amiconi, si ride, si scherza, si stona su Il Ragazzo della Via Gluck. È lento, tremendamente lento, ma vuole passare per un hard rock di quelli tosti, vuole far credere alla gente di essere il Padreterno. Signori miei, Celentano, Rockpolitick sono delle patacche tremende. E lo sarebbero anche senza gli attacchi al governo. Ma con quelle fanno anche incazzare, perché il contribuente paga. La Rai si paga, e non può permettersi 1) di mandare in onda certe sceneggiate di gente che si crede paladina della libertà di parola senza rendersi conto che la censura in Italia non è MAI esistita, mettendo cos’ in scena una farsa inutile 2) di pagare un artista tutti quei soldi per uno spettacolo che, tolte le interminabili pause, dura due orette. Celentano e lento, tremendamente lento. L’ho già detto? Fa nulla. Pensate che ci sia andato giù (troppo) pesante? Fa ancora nulla. In fondo almeno la lettura di Ordine Generale non la pagate.

10 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

io darei un giudizio positivo a Benigni, negativissimo a Celentano: non solo lento, stonato e incapace. Ma super-qualunquista e poco sensibile alla realtà dei fatti!

11:29 AM  
Anonymous Anonimo ha detto...

Benigni si può salvare...

In fondo l'arte del comico la possiede..

Le scenette sono vecchie e forse fanno ridere solo un pò...certo non da ovazione generale come si è visto in studio...

Saltiamo su gente dallo studio che quando dal duo è stato chiesto "cosa cantiamo?" ha risposto "bandiera rossa" (si è sentito leggermente ma si è sentito)

Hai ragione Adriano è lento tremendamente lento per stare dietro alla camionata di soldi che gli danno...

Tutto sommato la satira contro il governo non è nuova...nuova è l'ipocrisia con cui la si vuole necessariamente associare ad un clima di censura televisiva.

Celentano stà dimostrando ad ogni puntata tutto l'opposto.

Salut.

11:44 AM  
Anonymous Anonimo ha detto...

Benigni lo salvo anche io (a me è piaciuto, a parte il solito ridicolo spogliarello), anche se la sua performance non era da delirio come sembrava ascoltando le reazioni del pubblico.
Ciao
Pinocchio

12:15 PM  
Anonymous Anonimo ha detto...

giustificato il livore di chi si sente antagonista e oppositore... ma come al solito a destra si confonde con troppa superficialità la libertà di pensiero (e di sberleffo) con la militanza a sinistra. Come i cortigiani che sbofonchiano scandalizzati quando il popolo ride perché il re è nudo. A me, mezzo jazzista mezzo metallaro, il nazionalcelentano non piace ne è mai piaciuto, è una specie di pippobaudo della canzone, di rock ha poco o niente, mi intorpidisce il suo populismo bucolico. Ma la performance di Benigni è stata una lezione di palcoscenico, di commedia dell'arte, di tempi, di energia, di ars comica, di satira vera, non di parodia alla striscialanotizia con le risate finte. I gusti son gusti, è vero, ma va dato atto che non vi è una controparte a destra, a parte emiliofede.

12:22 PM  
Blogger ordinegenerale ha detto...

Benigni almeno non è lento. Ha fatto il suo spettacolo, vero. Ed è appunto questo secondo me il problema: che palle! Ovunque va è sempre la solita menata: spogliarelli, baci, abbracci, parlata toscana che è sì simpatica, ma che alla lunga stanca, no?

Saluti

2:57 PM  
Anonymous Anonimo ha detto...

Porca miseria ogni volta che bisogna criticare un programma Rai c'è sempre il tipo che tira fuori la storia Eh, fanno 'ste schifezze con i soldi di noi contribuenti!, quando alla Rai si sono fatti un botto di soldi con gli inserti pubblicitari di un programma dal cinquanta percento di share in prima serata, altro che i 350mila euro a puntanta che danno a Celentano, altro che i soldi del canone... (detto questo, Celentano non mi piace e Begnini il markettaro folle ormai è diventato patetico, ma questo è un altro discorso.)

5:07 PM  
Anonymous Anonimo ha detto...

la mia opinione su benigni è su due piani: 1) un attore navigato che segue la tradizione di promuovere il suo film con una ben pagata marchetta, nella trasmissione più guardata del canale più nazionalpopolare (al posto di celentano poteva anche esserci pippobaudo o un cucuzza qualsiasi, a lui interessa che la gente faccia la fila al cinema); 2) ben venga uno spettacolo così in "questa televisione" del gioco al ribasso, cialtrona, falsa come una banconota da un euro, tette, culi, lacrime e telepromozioni del prosciutto sugli occhi. Io sono per qualcosa di più "rock", tipo Luttazzi che spara grosso su sesso e vaticano. That's entreteinment, folks! buon weekend e buona commemorazione dei morti (halloween lasciamolo ai mangiamburgher, per cortesia).

5:42 PM  
Blogger ordinegenerale ha detto...

Se in Rai usano i soldi degli spot pubblicitari per finanziare i programmi non mi interessa. Molto più significativo il fatto che uno debba comunque pagare per vedere certe cose...

Saluti

8:30 PM  
Anonymous Anonimo ha detto...

è inutile che critichi il compenso di celentano. sai quanti soldi fa guadagnare alla rai con il suo 50% il martedì? fossero tutti come celentano la rai navigherebbe nell'oro... evidentemente non tutti la pensano come te se fa questi ascolti.
supramonte
(www.bloggers.it/supramonte)

4:26 PM  
Blogger ordinegenerale ha detto...

Ah, la Rai incassa il martedì?

7:50 PM  

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