venerdì, agosto 08, 2008

merda d'artista post-contemporanea sul tuo iPhone

Piero Manzoni - Merda d'Artista

Se sia una cosa da gonzi, o meno, non è dato a sapersi. O meglio, visti i tempi che corrono, la sua funzione – che sta tutta nel suo motivo d'essere – potrebbe cambiare nel giro di un quarto d'ora. Sta di fatto che «I Am Rich» è la prima vera e propria opera d'arte post-contemporanea, qualunque cosa questa etichetta – ora nel calderone insieme alle altre – voglia dire. O, se si preferisce, la manzoniana «merda d'artista» dei nostri tempi post-moderni. Si tratta di un'applicazione per iPhone, acquistabile sul sito della Apple, che non serve a nulla se non ad installare un'icona a forma di rubino sul prodotto tecnologico del momento. 999,99 dollari, il massimo consentito dalla casa di Steve Jobs per le applicazioni, è il suo prezzo. O, per meglio dire, era: otto gli acquirenti, dopodiché la Apple ha deciso di toglierla dal mercato. Come dire, non una produzione in serie ma una vera e propria opera d'arte.

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giovedì, luglio 10, 2008

Apologia del recensore di iPhone.

L’iPhone è senza dubbio la cosa più figa  capitata su questa terra – a livello di oggettistica, s’intende – da un (bel) po’ di anni a questa parte – ecco accontentato chi mi vuole breve e conciso, ma poco professionale. Per tutti gli altri, molte le cose da dire: è figa perché è Apple, ma non basta; è figa perché condensa in un unico apparecchietto tutto ciò che abbiamo nelle nostre tasche, di utile o meno utile (telefono, fotocamera, iPod, connessione internet, etc.), ma non basta ancora; è figa perché è figa, altrimenti che status symbol sarebbe? Cioè, è figa proprio perché è uno status symbol, non trovate?, e quindi tutti la vogliono e tutti la desiderano – io compreso. Però questo lo sapevamo già da tempo, da quando cioè sono iniziate a girare le voci a riguardo. E tutto questo, che già sappiamo, è anche tutto quello che vogliamo sapere, di più non ci interessa. E, soprattutto, non ci interessano gli eventuali difetti; anche perché, sinceramente, vi fidate di chi – giornalisti della radio, della stampa, della televisione, blogger che addirittura ospitano sulle proprie pagine i banner pubblicitari della Apple – in queste ore vi fa ampio resoconto di tutte le meraviglie del gingillo – dopo averlo avuto «in prova» aggratis - e, al limite, per non sembrare troppo posizionato a pecorina, vi dice che un difettuccio ce l’ha e sta nel fatto che, per poter scaricare la roba dall’iTunes Music Store direttamente sull’iPhone, dovrete comunque trovarvi in una zona coperta da wi-fi, perché per le cose «pesanti» il gioiello non usa la connessione 3G?

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