venerdì, marzo 31, 2006

Ma quante Democrazia Cristiane e quanti Partiti Socialisti ci sono, scusate?

Ai tempi di Tangentopoli due furono i partiti che implosero maggiormente, data anche la loro enorme grandezza: la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista Italiano. Nel tempo sono seguiti vari tentativi di ricostituzione, nessuno però con enorme successo. Sta di fatto che in vista delle elezioni politiche del 2006, il povero elettore che volesse provare a votare uno di questi due capisaldi, si troverebbe decisamente spiazzato. Non perché, come invece sarebbe facile ipotizzare, non vi siano più tracce di scudocrociato o di garofani tra i simboli dei partiti politici. Al contrario, ce ne sono troppi. Molti provano a ricostituire i due grandi partiti, ma spesso si tratta solamente di “liste civetta”, ingannevoli nel nome, che durano solamente l'arco di una “trombata elettorale” e che sono costrette ad allearsi con l'uno o con l'altro polo (e, paradossalmente, tuttora esiste la Dc di destra, quella di sinistra, il Psi di destra e quello di sinistra, giusto per confondere le idee) per cercare – invano – di non essere tagliate fuori dalla gioco politico nazionale. Facciamo un breve elenco, che di questi tempi ci divertono un sacco? Allora, di partiti che nel nome o nel simbolo hanno un richiamo esplicito alla fu Democrazia Cristiana, troviamo, in ordine di grandezza e di prestigio: l'Udc di Casini (scudo crociato e tanto di 'libertas' nel simbolo), la Democrazia Cristiana Per le Autonomie di Gianfranco Rotondi (il nome del partito dice tutto, sono alleati con il Nuovo PSI di Gianni de Michelis, ma avremo tempo di tornarci) e il Patto Cristiano Esteso (questo forse un po' “forzato”, non si hanno ulteriori notizie a riguardo). Questi tre partiti stanno con il centrodestra, e se per i primi due è facile ipotizzare un consenso molto più largo di quanto richiede la soglia di sbarramento (2% per i partiti all'interno delle coalizioni), per il terzo è altrettanto facile prevedere una batosta. Nel centrosinistra invece troviamo: i Democratici Cristiani Uniti (fondati dall'On. Mongiello, uno che è stato nel Cdu di Buttiglione, nell'Udc di Casini e – figuriamoci – pure nell'Udeur di Mastella) e il Partito della Democrazia Cristiana di Giuseppe Pizzi, al quale va indubbiamente la palma di miglior tentativo, per lo meno nella sfacciatezza del nome, di ridare vita allo scudo crociato – che, va da sé, nel simbolo è negato. Passiamo ai partiti che si dichiarano discendenti del vecchio PSI: abbiamo già parlato del Nuovo PSI di Gianni de Michelis, alleato con la Democrazia Cristiana di Gianfranco Rotondi; a questo partito, che si schiera con la Casa delle Libertà, va il riconoscimento indubbio di miglior erede del Partito Socialista craxiano. Nel polo opposto c'è lo SDI di Enrico Boselli, uno dei due punti cardine della Rosa del Pugno, insieme ai Radicali. E qui per il vecchio elettore socialista c'è un dubbio enorme da risolvere: cosa votare? I socialisti che stanno con l'acqua santa (Nuovo PSI) o quelli che invece stanno con il diavolo, inteso come quegli anticlericali dei radicali (SDI)? Sempre nel centrosinistra si posizionano “I Socialisti” di Bobo Craxi, figlio di, fratello di e in fuga da Gianni de Michelis. Torre di babele politica oppure segno che le distinzioni destra-sinistra nell'Italia del 2006 non contano più nulla. O, addirittura, contrappasso fatale che impone ai due partiti che più di tutti ne hanno combinate in passato di non combinarne più nel futuro?


Ma i leader dell'Unione quando le dicono, prima le hanno pensate?

Ieri sera ho utilizzato la scorciatoia del post brevissimo (si prega di cliccare il link prima di proseguire la lettura, per cogliere meglio l'aspetto), un botta e risposta, una battuta Prodi, una io. E credo anche di essermela cavata bene: dopo tutto ho reso perfettamente l'idea. Stasera poi mi capita di leggere che il segretario di un partito – e che partito! - della sinistra, uno che qualche mese fa si complimentava al telefono perché avevano – intesa come “il suo partito aveva” - una banca, ne ha detta una grossa, enorme, improponibile. Solo che oggi mica me la posso cavare così facilmente come ieri, no? Dico, i miei splendidi e affezionati 50 lettori giornalieri meritano rispetto, diamine!, mica posso fare i post in pillole ogni volta che ci sarebbero affermazioni di leader politici da commentare. Ed è così che queste 831 battute d'introduzione mi tolgono dall'imbarazzo di essere brevissimo anche questa sera, e mi fanno arrivare subito al dunque. Dunque – Fassino: “Centrodestra partito delle tasse”. Ordine Generale: “Ma vaffanculo, va'!”.


Rilevazioni di vendita dei quotidiani, comparazione febbraio 2005, febbraio 2006, dati di vendita giornalieri.

Testata Feb. 2005 Feb. 2006 Var. %

Corriere della Sera
651.925 678.030 4,0
la Repubblica 607.497 633.171 4,2
Il Sole 24 Ore
326.139 335.442 2,9
La Stampa
311.372 320.401 2,9
Il Messaggero
221.500 222.200 0,3
il Giornale
196.262 201.153 2,5
Il Secolo XIX
114.296 112.748 -1,4
Il Gazzettino 114.250 112.717 -1,3
Avvenire
103.067 107.108 3,9
Libero
67.953 90.164 32,7
Il Mattino
80.250 84.900 5,8
Il Tirreno
80.983 81.789 1,0
Il Giornale di Sicilia
63.445 64.581 1,8
L'Unione Sarda 62.598 64.058 2,3
L'Unità
62.490 63.540 1,7
La Sicilia
60.167 60.108 -0,1

(via Dagospia)


giovedì, marzo 30, 2006

Ecco i partiti della Casa delle Libertà (parte seconda)

Ci avevo provato un mesetto fa. Poi le cose cambiano, un partito non viene accettato, quell'altro deve cambiare il simbolo, quelli sono morti sulla linea di partenza, altri hanno deciso di correre come si suol dire “da soli”. Insomma, vi ripropongo l'elenco dei partiti che alle prossime elezioni appoggeranno la Casa delle Libertà, sperando che l'elenco sia il più aggiornato e fedele possibile.

Le elezioni politiche del 9 aprile si stanno avvicinando sempre di più, giorno dopo giorno. I partiti si organizzano, fanno la “campagna acquisti” che neanche fossimo in Serie A. Ma è davvero così che si vincono le battaglie elettorali, “rubando” questo personaggio o questo intero partito a quella coalizione. E andando ad aumentare il bacino degli elettori includendo anche i cosiddetti “partiti-bonasi”, piccole liste che spesso esistono per appena una tornata elettorale. Ma che, come deve aver pensato bene il Premier, sono determinanti per la vittoria o la sconfitta. Ecco quindi che il Cav. di questi micro-partiti ne ha inglobati molti. E Ordine Generale cerca dunque – da elettore di centrodestra – di fare un’analisi tra il serio e il faceto – ché non si vuol far torto a nessuno -, dei gruppi politici che compongono la Casa delle Libertà.

Forza Italia: è il partito fondato da Silvio Berlusconi nel 1993 al momento di scendere in politica. Senza dubbio il più grande – in termini di struttura e di consensi, stimati dagli ultimi sondaggi intorno al 20% - partito all’interno della Casa delle Libertà, è formato principalmente da ex socialisti ed ex della Dc, più qualche anima del vecchio Partito Liberale italiano. Gli uomini che lo compongono, almeno nella fase iniziale del partito, provengono dalle imprese del Cav., come Publitalia, e sono stati scelti personalmente da uno dei tanti bracci destri di Berlusconi, Marcello dell’Utri. A causa proprio della provenienza delle persone che lo compongono, il partito prenderà il soprannome di “partito-azineda”. Alle prossime politiche Forza Italia punta a consolidare Silvio Berlusconi come leader del centro-destra e a guadagnare consensi, di molto diminuiti rispetto alle politiche del 2001. Sito Web: www.forza-italia.it Organo Ufficiale: nessuna tra le pubblicazioni nazionali è organo ufficiale del partito; tuttavia molti quotidiani, tra i quali Il Foglio, Libero, Il Tempo e, su tutti, Il Giornale di famiglia, sono ritenuti “vicini” a Forza Italia.

Alleanza Nazionale: è il partito più “trasformato” di tutto il centrodestra. Deriva dal Movimento Sociale Italiano (MSI) di Giorgio Almirante – del quale all’interno del logo conserva ancora la fiamma tricolore – ed è stato fondato da Gianfranco Fini in seguito alla svolta del 27 gennaio 1995 di Fiuggi, dove ha deciso di abbandonare i riferimenti al fascismo e di abbracciare tutti coloro che hanno idee conservative e democratiche. Vive molte contraddizioni – e molte “correnti” – che lo fanno rimanere sempre in bilico tra la destra conservatrice – Alemanno – e la destra liberale – Fini -, ma nonostante tutto gode di ottima fama e di ottima crescita. Il suo leader, nonché Vicepremier e Ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, ha spiazzato gli italiani e i suoi colleghi di partito più e più volte, tra le quali in occasione del referendum sulla legge 40 e in alcuni coming out televisivi (indimenticabile, in questo senso, il “cannone” fumato in Giamaica, raccontato a Fabio Fazio, che lo ha “rincoglionito per tre giorni interi”, e tutta Italia nel frattempo si chiedeva il nome del pusher). Non parlate all’interno del partito di Alessandra Mussolini e dei suoi “scagnozzi neofascisti”, potrebbero prendervi a manganellate. Sito Web: www.alleanzanazionale.it Organo Ufficiale: da sempre Il Secolo d’Italia. Altri giornali, tra cui l’Indipendente, sono considerati vicini ad Alleanza Nazionale

Lega Nord: il partito che è stato un gran bel calcio in culo al sistema italiano dei primi anni 90 ora sembra accusare la mancanza del suo leader Umberto Bossi – che è stato costretto da problemi di salute a darsi una “calmata” – e si è un po’ perso tra la difesa delle radici cristiane e della cristianità degli Europei – ma mica erano usi a celebrare riti celtici? – e la controffensiva nello scontro di civiltà. L’opinione più diffusa riguardo la Lega Nord è la seguente, ed è perfetta: “dice cose che la maggioranza degli italiani condivide, ma lo fa in termini volgari ed improponibili”. Che vi piaccia o no è la verità. Viene accusata dall’Udc di ricattare Berlusconi su argomenti come la devolution perché il Cav. sa benissimo che senza la Lega non vince – va – da nessuna parte; tuttavia “ricatta” conscia di una percentuale di voti – e quindi di peso – maggiore dell’Udc. In passato fieri portavoce del “celodurismo” nordico a dispetto della “mollezza” terrona, ora hanno trovato accordo con il Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo – anch’esso dunque per la Cdl – sorta di “Lega Sud”, se l’idea non vi pare eccessiva. Sito Web: www.leganord.org Organo Ufficiale: La Padania, nella quale Umberto Bossi svolge anche il non meglio precisato compito di ‘direttore politico’. Ogni tanto Libero sposa qualche causa vicina alla Lega, e a metà anni 90 l’Indipendente di Vittorio Feltri, pur non essendo organo ufficiale della Lega, era indicato da Bossi stesso come il giornale “da comprare, perché Feltri non è leghista ma è uno che la sa lunga”.

Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro - Udc: partito di derivazione Dc formato nel 2002. Tre dei suoi componenti di spicco ricoprono cariche importanti nel terzo governo Berlusconi: Pier Ferdinando Casini è il Presidente della Camera, Carlo Giovanardi è il Ministro dei rapporti con il parlamento e Rocco Bottiglione è il ministro dei Beni Culturali. Ai tempi in cui il segretario era Marco Follini – ora è Lorenzo Cesa -, il partito è stato considerato – e non a torto – come il peggiore alleato di Silvio Berlusconi. Follini metteva la sua boccuccia – a culo di gallina, come direbbe Andrea Mercenaro del Foglio – ovunque, creando situazioni positive più al centrosinistra che al centrodestra – basti pensare che è riuscito anche a mettere in dubbio la leadership di Berlusconi. Da quando si è dimesso le cose vanno un po’ meglio, e l’Udc sembra essere diventato quasi un partito “normale”. Resta però il problema di fondo: deriva dalla Dc. Sito Web: www.udc-italia.it Organo Ufficiale: pare essere una newsletter, tale “Notiziario Centrista”, raggiungibile dal sito web del partito

Nuova DC – Nuovo PSI: è il binomio che vede unite le “rifondazioni” dei due partiti politici più importanti del Penta-partito. Insomma, gente che ha governato l’Italia per “è meglio non ricordare quanti anni”. La Nuova DC è fondata da Gianfranco Rotondi, prima all’interno dell’Udc e poi in veste “autonoma”; il Nuovo PSI è uno dei tanti partiti che sono nati dalle ceneri del PSI – l’altro importante è l’SDI di Boselli, ora nella Rosa nel Pugno con i Radicali – e rispecchia la corrente più Craxiana del socialismo italiano – intesa come Bettino e non come Bobo che invece è corso nell’Unione, ed è la più craxiana se non altro perché ha avuto la decenza di non allearsi con chi li uccise anni prima – Di Pietro – o con chi li mise alla gogna – Comunisti, ex post e still vari. Si presenteranno insieme per la Camera, mentre la Nuova DC correrà da sola per il Senato. Non si conoscono particolari controindicazioni per questo nuovo movimento: dei Socialisti si dirà tutto il bene possibili, mentre per i neo Dc ancora non è successo nulla di importante, anche se basta il fatto che comunque è tutta gente che ha abbandonato l’Udc. In bocca al lupo al partito che più di tutti si presenta come l’erede del Penta-Partito. Sito Web: www.lademocraziacristiana.it www.nuovopsi.com Organo Ufficiale della Nuova DC: La discussione, direttore politico Paolo Cirino Pomicino. Organo Ufficiale del Nuovo PSI: tale Lab, nessun’altra informazione a riguardo. Una volta il giornale dei socialisti era L’Avanti!, ora dopo la divisione Nuovo PSI – SDI ci ritroviamo con il settimanale l’Avanti! della domenica – ritenuto vicino allo SDI – e con il quotidiano ‘Avanti! – senza la ‘l’ ma con l’apostrofo in testata, ritenuto più vicino al Nuovo PSI.

Repubblicani: il Partito Repubblicano Italiano è nato da una costola del Partito Repubblicano Italiano. Già, proprio così. L’altra costola, quella che fa capo a Luciana Sbarbati, ha formato il Movimento Repubblicano Europeo ed è parte costituente dell’Ulivo. Il Pri invece, forte di un Giorgio la Malfa figlio di Ugo La Malfa ministro alle Politiche Comunitarie e del presidente Francesco Nucara viceministro all’ambiente, è rimasto fedele a Berlusconi. Ad Ordine Generale il partito repubblicano, benché un po’ troppo sinistroide, sta un simpatico. Anzi, simpaticissimo. E non diremo quindi nulla di cattivo, tranne che nel passato fu travolto, come tutte le altre componenti del Penta-Partito, da Tangentopoli. Sito Web: www.pri.it Organo Ufficiale: da sempre, La Voce Repubblicana. Che credo sia l’unico giornale che oltre a non trovarsi nelle edicole – se qualcuno l’ha visto per favore me lo segnali – non ha nemmeno un sito internet sopra il quale leggerlo. Pensare che persino Il Campanile Nuovo dell’Udeur ce l’ha.

Partito Liberale: Il partito liberale lo si rispetta tantissimo. Ci piace – un po’ come quello Repubblicano, ma non ditelo a loro perché gli uni sono, appunto, repubblicani e questi invece appoggiarono la monarchia nel referendum del 2 giugno 1946 – per la Storia e la Tradizione. Il peso elettorale è quello che è, ma giustissimo avere ancora in coalizione un gruppo che si proclama “liberale” a tutto tondo. Suggerisco la stessa cosa detta anche per i Repubblicani e per i Riformatori Liberali: ricordare al Cav. – tenendolo, se necessario, per le palle – più spesso il termine “liberalismo”. Sito Web: www.partitoliberale.it Organo Ufficiale: l’Opinione delle Libertà, diretto da Arturo Diaconale e vicino, vicinissimo, sia al pensiero della Casa delle Libertà che alla Right Nation americana (Diaconale è anche cittadino dell’aggregatore di blog filoamericani e liberali Toqueville).

Riformatori Liberali: I Radicali Italiani nel 2005 si sono divisi: una parte – comprendente Pannella, Bonino e Capezzone – ha fondato la Rosa nel Pugno insieme all’SDI di Boselli ed appoggia l’unione; l’altra, quella meno conosciuta di Taradash, Calderisi e Della Vedova, ha formato questi Riformatori Liberali, i radicali per Silvio Berlusconi. Sono un soggetto nuovo, piccolo ed interessante. Dovrebbero tenere, insieme ai Repubblicani e ai Liberali, un po’ di più Berlusconi per le palle e ricordargli una parola: liberalismo. Si ammirano, molto di più di quelli della Rosa nel Pugno i quali, sì, stanno facendo man bassa di uomini e crescendo a dismisura, ma si accorgeranno di quanto – nulla – potranno fare nell’Unione di Prodi insieme a Diliberto e Bertinotti. Sito Web: www.riformatoriliberali.org Organo Ufficiale: non pervenuto. Si ritiene l’Opinione delle Libertà molto vicino al pensiero dei Radicali del Centro Destra.

Alternativa Sociale: Quando Gianfranco Fini andò in Israele e da laggiù disse che “il fascismo fu il male assoluto del XX Secolo” Alessandra Mussolini – nipote di – non la prese mica troppo bene. E se ne andò da Alleanza Nazionale formando questa coalizione politica che comprende il partito della Mussolini – Azione Sociale – più il Fronte Sociale Nazionale di Adriano Tilgher e Forza Nuova di Roberto Fiore. Proprio a causa di queste alleanze nei giorni scorsi è ritornato in voga il termine “impresentabile” ad indicare appunto questi leader neofascisti. Silvio Berlusconi ha quindi detto che Alessandra Mussolini sarebbe stata, da persona democratica, garante della democraticità dei candidati di Alternativa Sociale. Il risultato è stato: la coalizione appoggia la Casa delle Libertà ma Tilgher e Fiore non si candideranno. Democraticità. Ordine Generale spera che prima o poi la Nipote torni in An, e già si immagina il giorno in cui lei è Gianfranco Fini si abbracceranno e l’Alessandra, con fare da nonna che si preoccupa per il nipote, lo rimprovererà dicendogli “A Gianfra’, mo’ te fai pure gli spini, mannaggia a tte…” [vedi alla voce: Alleanza Nazionale] Sito Web: www.aseuropa.it Organo Ufficiale: Azione per il partito di Alessandra Mussolini Azione Sociale, giornale on line ad uso presumibilmente interno al partito ma consultabile da chiunque tramite il sito web di Azione Sociale; non pervenuti per quanto riguarda Forza Nuova e il Fronte Sociale Nazionale – il che forse è sintomo della bonarietà del detto “non tutto il male viene per nuocere”.

Fiamma Tricolore: altro partito di ultra-destra che appoggia la Casa delle Libertà. Nato anch’esso in seguito al rifiuto della “Svolta di Fiuggi” operata da Gianfranco Fini all’MSI [vedi alla voce: Alleanza Nazionale], il suo leader Luca Romagnoli nell’ultima settimana si è distinto per aver negato l’esistenza delle camere a gas – io la notizia non l’ho letta, così mi hanno riferito e dunque non ci si mette la mano sul fuoco più di tanto -, finendo anch’egli nella lista degli “impresentabili”. Anche in questo, il risultato è lo stesso dei casi Tilgher e Fiore: il partito appoggia ma il leader non si candida. Una volta all’interno vi era anche Pino Rauti, che poi ha abbandonato e fondato il Movimento Idea Sociale. Particolare: sono contro la guerra in Iraq e decisamente filo-palestinesi. Quasi certa l’incazzatura di Gianfranco Fini. Sito Web: www.fiammatricolore.net Organo Ufficiale: il periodico nazional-popolare l’Antagonista e il quotidiano Linea, descritto dallo stesso sito internet de l’Antagonista come “organo ufficiale del MSFT – Movimento Sociale Fiamma Tricolore” ma che ha invece in gerenza la dicitura “organo dei nazionalpopolari”.

Federazione Italiana Pensionati Uniti: è la lista dei Pensionati che aderisce alla Casa delle Libertà. L’accordo con Silvio Berlusconi è stato raggiunto il 12 ottobre, quando il Presidente del Consiglio Nazionale di Forza Italia Alfredo Biondi e il Coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi hanno incontrato Filippo de Jorio, Coordinatore della Consulta dei Pensionati (organo che ha nel suo interno 104 associazioni nazionali dei pensionati). Berlusconi ha promesso: cinema gratis, stadio gratis, cani gratis, musei gratis agli over 70. Tra i quali, dal 29 settembre prossimo, lui stesso. Auguri. Organo Ufficiale: non pervenuto

No Euro Iniquo: con un nome così il movimento politico fondato nel 2004 da Renzo Rabellino mica poteva stare con l’Unione di un Prodi che l’Euro l’ha voluto – e svenduto –, giusto? Ecco che allora la Cdl “aggiunge un posto a tavola” e accoglie questo partito, il programma del quale è tutto incentrato sulla moneta – odio per l’Euro e nostalgia per la vecchia Lira. Sito Web: www.noeuro.it Organo Ufficiale: non pervenuto

Patto per la Sicilia: noi siamo persone carine ed educate, e mai vorremmo parlare male di un partito. In questo caso dunque ci asterremo, anche se la cronaca è cronaca e la notizia è quindi da dare: Patto per la Sicilia rischia di essere ricordato più che per il suo “determinante” peso politico, per il video ultratrash che gira in rete, del suo candidato Giovanni Bivona – buttate un occhio su google, non dovrebbe esservi difficile recuperare il filmato. Detto questo, la notizia di un alleanza di questo partito con la Casa delle Libertà l’ho annotata sul taccuino, segno che da qualche parte l’avrò pur letta. Strano, perché sul sito web ufficiale non riesco a trovare riferimenti concreti. Se dunque ho erroneamente inserito “Patto per la Sicilia” in questa lista, fatemelo notare nei commenti e provvederò all’immediata rimozione. Sito Web: www.pattoperlasicila.it Organo Ufficiale: non pervenuto.

Nuova Sicilia: partito politico nato da alcuni esponenti dell'ex Partito Socialista Italiano che hanno cercato di infondere la questione del federalismo in Sicilia. Presenterà le sue liste solo al Senato, appoggia la Casa delle Libertà, tertium non datur. Sito Web: www.nuovasicilia.it Organo ufficiale: non pervenuto

Verdi – Verdi: chi pensa che i Verdi stanno solo a sinistra, si sbaglia. L'orsacchiotto è qui per dimostrarlo: fugge come la peste le alleanze con la sinistra radicale; è stato fondato da uno che prima militava nella Democrazia Cristiana, Maurizio Lupi, si ispira all' “ambientalismo liberale e al federalismo municipale” e, insomma, un posticino piccolo piccolo lo cerca anche lui. La Cassazione gli ha “cassato” il simbolo al momento della presentazione: al di là del tenero orsacchiotto, quella scritta “Verdi” ricorda troppo il partito di Pecoraro Scanio. Cambiare, please. E i nostri si presentano alle elezioni del 9 aprile sempre con il tenerone, solamente che hanno cambiato il nome in “Ecologisti Democratici – l'Ambienta-lista” (sic!). Sito Web: www.verdiverdi.it Organo ufficiale: non pervenuto (forse in un futuro ci sarà spazio per la versione on-line, il cartaceo come da copione lo rifuggono come la peste)

Italia di Nuovo: vi ricordate Maurizio Scelli? Ex presindente della Croce Rossa Italiana, sembrava destinato a fare la rivoluzione in aiuto di Silvio Berlusconi. Non ce ne voglia, come persona la stimiamo tantissimo, ma la rivoluzione non deve essere stata granché, dal momento che il suo movimento, oltre a non aver avuto il seguito sperato, ha anche faticato a raccogliere le firme per presentare le liste. Risultato: si presenta con proprie liste per la Camera sono il Friuli Venezia Giulia, mentre al Senato in Liguria e Toscana. Sito Web: www.italiadinuovo.it (ma è under construction, chissà se per il 9 aprile sarà pronto) Organo Ufficiale: non pervenuto.

S.O.S Italia: si tratta di un partito nato per la difesa dei consumatori che col tempo ha esteso i suoi obbiettivi alla difesa delle radici dell'occidente, soprattutto dall'attacco dell'Islam. Punti di riferimento: Oriana Fallaci – che se non sbaglio, ma probabilmente sbaglio, li ha querelati per aver usato il suo nome – , Benedetto XVI e Magdi Allam. Sito Web: www.sositalia.org Organo ufficiale: non pervenuto.


Prodi: “Da Tremonti delinquenza politica”. Ordine Generale: “Ma vaffanculo, va'!”


mercoledì, marzo 29, 2006

Quanti concept album ci sono stati nella storia del rock – avrei potuto dire “della musica”, ma l'elenco sarebbe stato enorme: voglio dire, un'opera lirica non è comunque equiparabile ad un concept album, sebbene ante litteram? - dagli anni 60 ad oggi? Troppi, tantissimi, se considerate che l'underground musicale è saturo di dischi concettuali. Eppure pochi hanno lasciato veramente il segno: Tommy, The Wall (forse il più celebre), nel progressive se ne contano una miriade (Darwin del Banco del Mutuo Soccorso in Italia ha fatto scuola). Eppure ne esiste uno che è fantastico, seppur forse un po' troppo duretto per i palati più snob. Era il 1989 e da Seattle i Queensryche sfornavano il loro quarto album, Operation:Mindcrime. Capolavoro assoluto del quale però non si avvertiva il bisogno di un sequel, a giorni (purtroppo) nei negozi. Non se ne avvertiva il bisogno perché certe cose vengono una volta sola, lasciano il segno, tracciano un solco. E operano un cambiamento senza eguali. Inutile quindi riprovarci. Probabilmente lo ascolterò, ci mancherebbe, e magari sbaglio anche a partire prevenuto. Vi dirò.


Avete presente quando il Cav. ha detto che in Cina i comunisti bollivano– la metto in corsivo, perché in molti hanno lasciato perdere un aspetto importante: il tempo verbale – i bambini ? Si è scatenato il putiferio: chi si è messo a ridere (i più, per la verità), chi ha balbettato in modo imbarazzante che “non è vero” (la sinistra radicale) e chi invece ha cercato di tirare fuori un minimo di verità storica. Senza bisogno di ricorrere alla Bibbia del perfetto Forzaitaliota (Il libro nero del comunismo), la cosa è facilmente rintracciabile sul web nonché andando a sfruculiare quei vaghi ricordi scolastici. "C'era un regime ai tempi di Mao? Andiamo a vedere cosa succedeva". Non ne ho parlato, in effetti, per due motivi: non posso stare dietro ad ogni minima cosa e talvolta preferisco una cazzatella in più e un pistolotto in meno e inoltre pensavo che la vicenda si fosse sgonfiata così come era arrivata, dimenticandomi però che siamo in campagna elettorale. Come posso rimediare il “buco della notizia” con i miei 50 affezionatissimi lettori? Linkandovi da un altro blog la cosa più intelligente che ho letto – e sono sicuro sia così, nonostante nella blogosfera sia stata anche l'unica sull'argomento che mi sono degnato di leggere - sull'argomento. È fantastica, così come la titolare del blog che corteggio disperatamente – anche se lei non lo sa – da quando l'ho scoperta.


Svolta nelle indagini sulla morte di Nicola Calipari?

Facciamola breve, brevissima, ché l'argomento è delicato e non necessita di troppi giri di parole. E usiamo tutti i condizionali possibili. Dunque ci sarebbe un tale che ha dichiarato di conoscere un dettaglio agghiacciante riguardo la morte di Nicola Calipari e la liberazione di Giuliana Sgrena. Secondo quando detto dall'uomo infatti sarebbero stati gli stessi rapitori della Sgrena ad avvisare, organizzando una sorta trappola, gli americani al check point dell'arrivo di una presunta auto-bomba: la ormai celebre Toyota Corolla che si dirigeva verso l'aereoporto di Baghdad.

Ovviamente è una testimonianza, ora le indagini accerteranno se si tratta di un'ipotesi plausible oppure è inventata di sana pianta per chissà quali ragioni. Fatto sta che se la cosa dovesse avere un fondamento, la signora Sgrena sarà costretta ad ingoiare un bel po' di rospi: l'attacco agli americani, i vari complotti, i suoi poveri carcerieri “resistenti”. Mi piacerebbe darvi l'idea del ghigno che mi sta solcando il visto ma ciò è impossibile, capisco. Avete presente, però, quando avete una mano buona a poker e non vedete l'ora di mostrare le carte, certi della vostra vincita? Ecco, siamo vicini...


martedì, marzo 28, 2006

Secondo la rivista Nature tra la storica e autorevole Enciclopedia Britannica e Wikipedia ci sarebbe un “testa a testa per l’accuratezza”. La rivista scientifica in un suo studio a rilevato 162 errori o imprecisioni su Wikipedia e 123 sull’Enciclopedia Britannica, un margine di errore statisticamente molto piccolo. Quelli della Britannica però non ci stanno e accusano Nature, attraverso il loro sito web di “una trama di sciatteria, indifferenza agli standard scientifici di base e una serie di errori così numerosi da invalidare completamente la come ingannevole e sbagliata da cima a fondo” [LINK]

Secondo un’indagine svolta sui lettori dal magazine americano FHM sarebbe Scarlett Johansson la capolista delle “100 sexiest women in the World”. Clicca il link per vedere il resto della classifica [LINK]

Tira e molla, tira e molla. In questi giorni va decisamente in voga il “tira”, perché Kate Moss ha per l’ennesima volta dichiarato di amare il suo ex compagno tossico, il leader degli Babyshambles Pete Dohery, a tal punto da “non riuscire a vivere senza di lui”. A quando la prossima puntata? [LINK]

Zacarias Moussaoui, uno dei processati per le stragi dell’11 settembre 2001, durante un interrogatorio ha dichiarato che un quinto aereo era previsto per la strage e che si sarebbe dovuto schiantare sulla Casa Bianca. La notizia ha scioccato il mondo intero che continua a seguire imperterrito gli sviluppi dei processi e la lotta al terrorismo internazionale [LINK]

Due scienziati hanno scoperto che due tipi di droga, tenofovir e emtricitabine, possono prevenire lo sviluppo dell’Aids agendo direttamente sul virus dell’HIV e impedendogli la riproduzione. La scoperta dovrà essere testata e se funzionasse sarebbe un enorme passo in avanti dopo 25 anni dalla registrazione del primo caso di Aids [LINK]

According to the International Programs Center, U.S. Bureau of the Census, the total population of the World, projected to 03/28/2006 at 10:04 GMT (EST +5) is 6,506,200,512 [LINK]

lunedì, marzo 27, 2006

Guia, qui noi ti adoriamo

Non ci credo. Non può essere vero. Se Ferrara sta cercando di mandare via Guia Soncini dal Foglio, così come ha detto Dagospia (uno che di solito “ci prende”, clicca qui per leggere l'articolo), sta facendo una bella cazzatella.


domenica, marzo 26, 2006

E se lo facessi veramente? Dico, spesso mi è capitato di usarla come provocazione, il fatto di dire “chissà, magari voto Repubblicano”. Mica ci credevo, per carità. Se non si è legati da un cordone ombelicale – e quindi da storia e tradizione – a certi partiti che ora viaggiano sul 1-2 %, è difficile votarli ex novo. Non impossibile, per quello provocavo. Ma, ribadisco: e se lo facessi per davvero? Quasi come voto di protesta: Forza Italia, Alleanza Nazionale – e in misura minore, Lega e Udc – attenti perché nella Casa delle Libertà non ci siete solo voi; certo avete peso, ma se i piccoli partiti dovessero ri-emergere piano piano, che fate? Forse è il caso di ascoltarli un po' di più, non credete? Per questo ho lanciato la provocazione, qualche tempo fa. Poi non ci ho più pensato, fino ad oggi: perché non votare il Partito Repubblicano – o, addirittura, quello Liberale? Perché non provarci? Tanto nemmeno so se in Lombardia hanno delle loro liste (forse al Senato, sicuramente non alla Camera) oppure se sono “nascosti” all'interno di Forza Italia – nel qual caso non potrei tener fede alla mia “provocazione”. Ecco, fossi come Christian Rocca, il quale ogni giorno dal suo blog ci delizia con le sue intenzioni di voto (e siamo in tanti a scommettere che finirà per mettere la crocetta su Forza Italia), direi proprio: oggi voterei Repubblicano. Sensazione che so già di non rispettare, e nemmeno riesco a capire da dove mi arriva. Che volevo però rendere pubblica, se vi piace.


TECHNICIÄNS ÕF SPÅCE
SHIP EÅRTH THIS IS
YÖÜR CÄPTÅIN SPEÄKING
YÖÜR ØÄPTÅIN IS DEAD


Non sono riuscito a resistere...


la domenica artistica - 1

Rene Magritte, Le Fils de l'Homme, 1964, 116x89 cm, olio su tela, collezione privata.

Rene Magritte è in mostra a Como, Villa Olmo, dal 25 marzo al 16 luglio 2006 (orari: martedì, mercoledì e giovedì 9.00 – 20.00; venerdì, sabato e domenica 9.00 – 22.00; lunedì chiuso; altre info)


Perché è povera e malata l'Italia nella quale c'è qualcuno orgoglioso di aver ucciso la sorella perché questa (nel 2006) ha avuto un figlio con una persona che non era suo marito.


sabato, marzo 25, 2006

Musicalia / Non c'è solo la narcolessia

Scrive Bruno Giurato su Il Foglio del 25 marzo, pag. IV dell'inserto, riguardo lo stato del rock in Italia: “e adesso che hai sregolato tutti i sensi come voleva il poeta e sei passabilmente scafato ed esigente (quindi perverso), trovi sempre più che i gruppi d'Italia ti fanno venire sonno. Hai speso tanti euri in dischi vari: dai Marlene Kuntz ai Baustelle. I primi a sentire un loro testo cercano «la bellezza ovunque», e questa si trova dappertutto meno che nelle loro linee melodiche. I secondi fanno la new wave italiana: voci scure e accordi minori su ritmi beat.” [segue poi anche una digressione – ché l'articolo riguarda roba siciliana, Roy Paci et similia - sui Marta sui Tubi, ma quella la sottoscrivo in toto]. L'affermazione di Giurato mi pare condivisibile sino a quando dice che in Italia c'è la tendenza alla narcosi. Quello sì, è vero. Pur con una doverosa specificazione: il sonno che intendo io – ma credo anche quello che intende Giurato – non è un sonno causato da una questione prettamente musicale; è più che altro la mancanza totale di creare sentimento nell'ascoltatore, quel sentimento che ti scuote mentre ascolti un brano e ti allontana dallo stato, appunto, del sonno. Meno condivisibili però mi sembrano gli esempi presi da Giurato (sempre con il distinguo dei Marta Sui Tubi). Voglio dire, Marlene Kuntz prima e Baustelle proprio ora mi sembrano due ottimi esempi di musica pop italiana che riesce a suscitare sentimento. Roba che non la si ascoltava, rimanendo più o meno nello stesso ambito e quindi escludendo dal discorso tutto il periodo dei cantautori, dai tempi dei primi Litfiba o dei Diaframma, o di qualche avanguardia punk bolognese (Confusional Quartet su tutti). Perché i Baustelle – che di new wave forse hanno solo le cravatte del cantante, a meno che io abbia un'idea confusa di new wave: in questo caso però mi sento di estendere la confusione su molti – scuotono, verbalmente e musicalmente. Eccitano, esaltano, e intristiscono, sanno far venir voglia di riascoltarli, pur nella loro semplicità. Non hanno la pretesa di “saperla lunga”, tipica del cantautore degli anni '70. Né a livello armolodico né a livello delle liriche. Ti dicono come la pensano, e quello che più piace è che lo fanno nel migliore dei modi: mantenendo un certo qual distacco dall'ascoltatore, così che questo non si senta “schiacciato” dall'operato dell'artista e riesca a non stancarsi, pur col passare del tempo, così facilmente (cosa che invece fa il bel rivoluzionario con, a titolo puramente esemplificativo, 'La Locomotiva' di Guccini). Per quanto riguarda i Marlene Kuntz, che tra i miei preferiti non lo sono mai stati (un gradino sopra metto gli Afterhours, quelli magari d'annata, non questi che strizzano l'occhio al commercio, con Ballad for little Hyenas), c'è però da riconoscere loro una certa originalità nel pur poco originale territorio del garage-noise. Perché è facile dire che nei loro testi cercano “la bellezza ovunque” e poi accusarli di far latitare “il bello” proprio nelle loro canzoni. Semplicemente perché il bello nelle loro canzoni lungi dall'essere latitante, anzi, non è così impossibile da scovare. Io, ad esempio, quando voglio cercare un po' di bellezza (musicale, verbale, d'immagine) metto su un loro pezzo, che inizia esattamente così: non c'è contatto di mucosa con mucosa/e pur m'infetto di te/ che arrivi e porti desideri e capogiri/ in versi appassionati indirizzati a me/ e porgi in dono la tua essenza misteriosa/ che fu un brillio fugace qualche notte fa/ e fanno presto a farsi brevi i miei sospiri/ che alle pareti vanno a dire “ti vorrei qua”. (La canzone si chiama “La Canzone che Scrivo per Te”, il gruppo la canta con Skin, l'anno era il 2000 e il disco si chiama “Che cosa Vedi” - ho controllato e la trovate tranquillamente nell'iTunes Music Store, e credetemi che per 99 centesimi nessuno può darvi di meglio). Se non è bellezza – a tutto tondo – questa, caro Giurato, mi dica lei. Ed è bellezza anche per chi si sente “scafato ed esigente – e quindi perverso”, mi creda.


venerdì, marzo 24, 2006

iPod di sesta generazione in arrivo?

La notizia non è ufficiale, ma in Rete da un paio di giorni le indiscrezioni sono sempre più insistenti. Apple starebbe finendo la messa a punto di un rivoluzionario iPod di sesta generazione. Stando a quanto riferito da Shaw Wu, un analista che segue da vicino le novità della Mela e che lavora per l'American Technology Report, la casa di Steve Jobs avrebbe deciso di arricchire il suo player con uno schermo più grande e auricolari bluetooth. Le voci circolate sul nuovo player digitale targato Apple si basano sostanzialmente su un alert inviato ai distributori. I vertici di Cupertino hanno segnalato che l'attuale iPod da 60 Gb, il top della gamma, è a "rischio" per le prossime settimane, il che significa che con molta probabilità non verrà più prodotto e che verrà sostituito da un nuovo modello. Ma non è tutto qui. Basandosi sulle indiscrezioni in arrivo dal quartier generale della Casa della Mela, lo stesso Wu sostiene infatti che il futuro iPod manterrà analoghe dimensioni e avrà un display che copre tutta la superficie con una ruota di comandi virtuali che appare appena si tocca lo schermo. Tra le novità ipotizzate dall'inviato di American Technology Report, spiccano infine degli speciali auricolari bluetooth in grado di consentire l'ascolto senza fili. Altre voci, decisamente meno convincenti, parlano invece di un lancio imminente di iPhone, un iPod cellulare in grado di visualizzare le foto, ascoltare musica e telefonare. Stando a Wu, il nuovo iPod G6 dovrebbe arrivare sul mercato entro giugno. Per avere qualche dettaglio in più bisognerà aver pazienza. (via Tgcom)

Responsabilità morale

Piero Ostellino ribalta la prospettiva. Liberale e ostinato non votante dal 1994:

“Non ho fiducia in un paese ancora vittima del fascismo rappresentato, nel senso longanesiano, da fascisti e antifascisti”
Ostellino invita a rileggere un vecchio articolo scritto da Rossana Rossanda durante la stagione del terrorismo:
“Si chiamava 'Lessico Famigliare' e collegava perfettamente le parole delle Br alla predicazione di una certa sinistra”
Per Ostellino,
“certi moti non sono spontanei ma nascono dalle aspettative create in ambienti intellettuali che ne portano la responsabilità morale, sociale e politica, anche se non giuridica
In concreto:
“Berlusconi non suscita contestazioni violente per ciò che ha fatto e non viene giudicato per quanto non ha fatto. Viene attaccato per le repulsioni e i pregiudizi diffusi da chi predica solo valori o controvalori. Faccio un esempio: quando in un salotto milanese ascolto una signora educata dalle suore della carità che augura a Berlusconi di morire, so che non sarà lei a scendere armata in piazza. Ma so pure che se questo è il clima ci sarà qualcuno meno evoluto e chic che lo farà”
Piero Ostellino, Il Foglio 24.03.2006 pg. 1


giovedì, marzo 23, 2006

Corollario al teorema Sgrena

A corollario di quanto detto ieri, mi è sembrato giusto fare una ricerca. Ve lo dico subito, prima che mi sbugiardiate: non mi sono speso molto per farla, la ricerca. Ho semplicemente messo il termine 'mercenario' in un noto dizionario on-line – che è comunque tra i più autorevoli anche nella tradizionale versione cartacea – ed è emerso quanto segue: [mer|ce|nà|rio agg. s.m. che, chi lavora alle dipendenze altrui in cambio di un compenso in denaro | agg., che è eseguito o compiuto dietro compenso: lavori mercenari]. A questo punto si possono dunque concludere sostanzialmente due cose. La prima, che la signora Sgrena stessa potrebbe essere considerata 'mercenaria' in quanto a fare l'embedded in Iraq veniva pagata, dal suo giornale e quindi dalla cooperativa che lo edita. La seconda, avrebbe fatto molta – e per quanto mi riguarda, ne aveva bisogno – più figura ad evitare di dire che la medaglia il povero Quattrocchi non se la meritava. Sia perché Quattrocchi indubbiamente quella medaglia la merita e sia perché, unendo la definizione di cui sopra con l'ormai cosiddetto “teorema Sgrena”, a nessuno spetterebbe la medaglia perché per la maggior parte siamo 'mercenari'. Il che è follia (il non dare la medaglia, non il guadagnarsi da vivere). Oddio, a qualcuno potrebbe anche venire in mente...


Il porno non è bipartisan

Tiriamo fuori qualcosa di divertente dalla furente campagna elettorale in corso? Bene, allora direttamente da Dagospia arrivano le “indicazioni di voto” delle pornostar. Il sito di Roberto D'Agostino riporta i pareri di alcune delle più famose pornostar italiane. E salta così fuori che Jessica Rizzo, Erika Neri, Federica Zarri, Michelle Ferrari, Milly d'Abbraccio e Natasha Kiss stanno con il Cav., mentre è la sola Letizia Bruni a stare con il centrosinistra.


mercoledì, marzo 22, 2006

Giuliana ha perso un'ottima occasione...

Che Giuliana Sgrena – inutile dirvi chi è, tanto lo sappiamo tutti – fosse una persona poco equilibrata era cosa risaputa. Andata in Iraq, rapita, liberata da un sant'uomo che ci ha rimesso anche la pelle. Suppliche al governo italiano quando era in prigionia, calci in culo a Berlusconi e al centrodestra – a suo dire “guerrafondaio”, ma lei ha il copyright del pacifismo – non appena è ritornata in Italia. Un marito – o compagno, che ne so io – che è diventato improvvisamente il suo portavoce, per poi sparire altrettanto improvvisamente non appena qualcuno si è accorto che far parlare lui era, a mo' di Tafazzi, come tirarsi bottigliate sui coglioni. Ora, tutti avrete sentito che Ciampi ha finalmente riconosciuto a Fabrizio Quattrocchi – inutile dirvi chi è anche lui, vero? - una medaglia d'oro. Benissimo, la Sgrena dall'alto di una sua presunta onnipotenza ha detto che no, la medaglia a Quattrocchi non va data, e il motivo di questo rifiuto è sempre lo stesso: Quattrocchi era un mercenario. Vero, Quattrocchi in Iraq ci è andato per soldi. Ma non mi pare che ciò basti a fare di lui un mercenario. E anche concedendo alla sinistra-pacifista – con le spranghe però, come l'altro ieri a Milano, ieri a Genova e presumibilmente domani a Padova – che Quattrocchi fosse davvero un mercenario – concedendo, il che vuol dire che non la penso assolutamente in questo modo – dico: allora è stato più stronzo degli altri? Allora non merita nulla, fa niente se è morto? Allora tu sì che sei un'eroina, perché sei stata prigioniera ma non hai avuto la stessa sfortuna del povero Fabrizio, e sei dunque riuscita a tornare a casetta da Pier tuo, grazie però anche al governo che ha fatto di tutto – di tutto: disgraziatamente ci ha rimesso la vita anche una persona -, compreso l'aver presumibilmente pagato un riscatto a tanti zeri. Tu si che meriti una bella medaglietta, Giuliana Sgrena. Alla stupidità! Perché tu in Iraq non sei andata per soldi? No, al manifesto le corrispondenze dai territori di guerra non le pagano, sono gratuite? O nel malaugurato caso che le pagassero, valgono tanto quanto la “nera” interna, quindi tanto valeva starsene a casa, no? Non ti hanno dato più soldi per andare in quei posti e fare il tuo mestiere, vero? A te come anche ad Enzo Badaloni, giornalista freelance sì, ma per il Diario che si presume glieli pagasse i pezzi. E allora basta con le cazzate, per l'amor di Dio. È giunto il momento della medaglia d'oro al Valor Civile al povero Fabrizio Quattrocchi, che si parli di lui in modo positivo o che si tenga la bocca chiusa. Per rispetto nei suoi confronti e per evitare di fare figure da cioccolataio.


lunedì, marzo 20, 2006

dal Marxismo alla Libertà, bruciando qualche tappa

Dobbiamo mettere al centro non più il lavoro ma i lavoratori!” [si deve sostituire il concetto di] classe con quello di persona” “nella nostra storia troppo spesso l'uguaglianza ha fatto premio sulla libertà [...] la libertà della persona non è una concessione all'avversario ma un concetto fondamentale” [parlando del pensiero Marxista] Oltrepassarlo. E immettere dentro di sé elementi nuovi, la comunità, la persona, la libertà appunto”. Ora, io potrei stare qui a menarvela su chi ha detto queste cose, tirarla per le lunghe, organizzare dei trivia o quant'altro, tanto se non avete letto l'articolo di Riccardo Barenghi pubblicato su La Stampa il 20.03.2006 a pag. 6, non riuscirete mai a capire che i virgolettati appartengono a Fausto Bertinotti. Si, proprio a lui, il comunista – senza virgolette – che sembra quindi essere diventato liberale. Lui che si è sempre schierato contro il pensiero liberale. Ora che fa? Dichiarazioni ad effetto al suo giornalista di fiducia, e vediamo se qualche allocco ci casca. Perché è uno scherzo, vero? Non può che essere un modo – come un altro, un po' più paraculetto di un altro – per prendere qualche voto. Deve essere la paura degli effetti della “svolta non violenta” – e poi candidi Caruso? - che sicuramente qualche voto lo regalerà agli ex cugini di Diliberto – Perché a dire “di Cossutta” si diventerebbe bugiardi – a fargli dire quelle cose. Non può essere serio. Per due motivi: primo, quelli del suo partito si mettono a ridere; secondo, quelli che non sono del suo partito si mettono anch'essi, e a maggior ragione, a ridere. Quindi l'essere seri coprendosi di ridicolo è un ossimoro, una contraddizione in termini. Come quelle dichiarazioni sopra in bocca a Fausto Bertinotti, il comunista che per qualche voto gioca neanche a farlo, ma a fingere di esserlo, liberale.


domenica, marzo 19, 2006

La patatina tira(va)

L'istituto di autodisciplina pubblicitaria ha proibito la (ri)messa in onda dell'oramai celebre spot delle patatine Amica Chips, avente per protagonista il pornodivo Rocco Siffredi – i link, va da sé, li ho messi per coloro i quali passano la vita su un pianeta al di fuori del nostro Sistema Solare. Il motivo di tutto ciò? La suddetta pubblicità sarebbe infatti sleale e volgare e viola le convinzioni morali, civili religiose e la dignità della persona. Ora, a noi – che però, è risaputo, siamo gente polemica – la cosa ha suscitato più che altro un sorrisino. Perché lo spot non ci sembra né volgare né tantomeno sleale. Dove starebbe la volgarità, scusate? Nel gioco di parole di uno che le “[patate] le ha provate tutte” nella vita? Sicuramente non è la migliore delle allusioni, ma possiamo ritenere – nonostante di fatto non riteniamo – più volgare lo spot di un bagno schiuma (o dell'acqua, quella che “fa fare tanta dlin dlin) che mette in mostra una gentilissima donzella con tanto di seno – perfetto, quasi opera d'arte. E la mancanza di lealtà? Lo spot era indubbiamente geniale ed accattivante, elementi perfettamente richiesti nell'atto di dover pubblicizzare un prodotto. Forse non è leale per le altre marche di patatine – una, patetica, ha come testimoniale il calciatore Luca Toni -, ma quale pubblicità geniale – e che non va a trasgredire nessuna delle normative che regolano gli spot – non è scorretta nei confronti delle altre marche? Per quanto riguarda le convinzioni morali, civili, religiose ecc., credo proprio che ci stiano prendendo pe' 'cculo.


[Samantha Thompson, Blonde Showgirl, 49x68 cm, pastello su carta, originale e riproduzione a stampa disponibili]