lunedì, luglio 07, 2008

ad uso e consumo di tutti - spioni e non.

Piccolo riassunto delle puntate precedenti: nella giornata di oggi ha iniziato a girare per la Rete, grazie al solito passaparola e alla solita curiosità da portineria media dell’italiano medio – e non si vogliono offendere i portinai, semmai gli italiani – la registrazione audio di una presunta telefonata tra il Cav. e Fedele Confalonieri. La registrazione arriva anche a Dagospia, che ne dà l’annuncio ma si rifiuta di fornire un qualunque link o riferimento per poterla trovare ed ascoltare. Dopodichè Roberto D’Agostino, che c’aveva visto lungo, pubblica la notizia che si tratta di un falso. E scrive anche questa piccola lezioncina ad uso di tutti, spioni e non:

«Ma quello che ci interessa di più è l’uso e abuso mediatico delle intercettazioni: dall’articolo di D’Avanzo su La Repubblica che fa un bignamino delle presunte conversazioni pruriginose del Cav. a Libero che spara il 5 luglio una fotona della Mara Carfagna in prima pagina e titola: “La ministra che ha rivitalizzato il governo”. (Ora nell’articolino Berlusconi parla semplicemente di “ministri giovani” e del loro “contributo di vitalità”, di qui alla “rivitalizzazione”…). Ma ormai la degenerazione-mediatica che sta prendendo il sopravvento preferisce, in mancanza dei fatti reali, di buttarsi sul reality. Al vero che non c’è, avanti col verosimile, ingannando tutti e infilando altra merda nel ventilatore. Ecco perché abbiamo subito precisato che, vere o false o verosimili, quelle conversazioni non sarebbero mai apparse su Dagospia. La mattina abbiamo ancora voglia di guardare la nostra faccia allo specchio. Senza vergognarsi.» Roberto D’Agostino, Dagospia – 07.07.2008

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mercoledì, novembre 07, 2007

se avete voglia di cliccare su Dagospia, la leggete anche lì

Lettera di Ordine Generale – firmata con il suo vero nome, e solo con quello non per mettere la testa sotto la sabbia e rendere quindi il corpo riconoscibile, ma per mantenere un certo profilo informale – appena pubblicata nella Piccola Posta (07.11) di Dagospia.

Caro Dago, ammesso che ai tuoi lettori la cosa interessi (ancora), faccio riferimento alla lettera del sig. Marco pubblicata nella tua "Piccola Posta", riguardante il caso Moggi - Bignardi - Feltri. Il sig. Marco sostiene che le cose sono andate diversamente da come le ha raccontate Feltri, poiché durante le "Invasioni Barbariche" della settimana scorsa, a domanda su come conciliava le 400 telefonate giornaliere con le minzioni, Moggi avrebbe risposto - sempre secondo il sig. Marco - "Se viene con me dopo glielo faccio vedere", attribuendo a Feltri l'errore di aver invece riportato "questo glielo dico dopo" e candidando il direttore di Libero a bersaglio di un ipotetico prossimo V-Day contro i giornalisti italiani.
Premettendo che Feltri non ha certo bisogno della mia difesa, in verità il direttore ha ragione, e per verificare basterebbe andare a rivedersi il video dell'intervista sul sito de La 7. Al minuto 19'54'', a fatidica domanda posta, Moggi risponde "Quello glielo spiego dopo", aggiungendo dopo qualche secondo, e sovrapponendosi alle inevitabili risate del pubblico poco malizioso, "dopo glielo faccio vedere". Risposta simpatica ed ovvia per il tipo di domanda. In ogni caso il "se viene con me" testuale (!) del sig. Marco non esiste.

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