New York Times a tutto spot.

Oggi pubblica un fascione pubblicitario anche sulla home page del suo sito. Un mio amico mi chiama e mi dice: «hai visto? Almeno è la pubblicità del nuovo MacBook Pro.»
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Secondo il New York Times, Rimini e
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“L’unica cosa che la signorina Egan si dimentica di rivelare è che suo padre è Timothy Egan, per quasi 20 anni giornalista al New York Times, dove oggi è tra le firme di punta della pagina degli Op-Ed. E’ come se la figlia di Enzo Biagi pubblicasse un editoriale sul Corriere. Ma nel bistrattato mondo dei media italiani questo genere di nepotismo non è affatto tollerato.”
Così – e con un commento di Servergnini - il Corriere cerca di difendersi dall’essere stato citato – e dall’esserne uscito malconcio – nella op-ed pubblicata ieri sul New York Times della studentessa americana a Bologna.
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“Since this murder, to be a college student from
[ma cazzo, è mai possibile che il Corriere della Sera, dico il Corriere, quel giornale che sul New York Times è citato come “Italy’s leading daily newspaper”, abbia scritto che essendo Amanda Knox di Seattle sia stata quindi influenzata nel suo stile grunge e nel suo interesse per le droghe da Kurt Cobain?]
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Ben Ratliff, sul New York Times, recensendo l’uscita del cofanetto con le sessioni complete di On The Corner, avverte: “Non date questo disco ad una persona cui piace A Kind Of Blue”. Vecchio ammonimento che si tira fuori ogni qualvolta si parla del Miles Davis post In A Silent Way [*]. Vecchio e abusato. Che propongo di sostituire con: non date questo disco al solito jazzofilo con le orecchie foderate di prosciutto, perchè John McLaughin gli potrebbe rovinare il rivestimento.
[*] per dire, l’ammonimento lo si usa sempre per i dischi del periodo “elettrico” di Miles Davis. Mai che qualcuno, parlando – chessò – di Nefertiti, avverte che potrebbe non piacere a chi è innamorato di A Kind Of Blue o di Birth Of The Cool. Lì, in fondo, sta ancora quella che per l’ascoltatore medio è la canonicità del jazz.
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