giovedì, marzo 05, 2009

per i soldi basta mettere gli Adsense

Sei senza lavoro? Segui un blog dedicato alla crisi. O, meglio ancora, creane uno.

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domenica, dicembre 21, 2008

scommettiamo che dopo questo post le visite aumenteranno?

Un po’ di statistica, giusto per rendermi conto di come e perché la gente passa da queste parti. Tralasciando la provenienza dai motori di ricerca (tra i quali Google stravince) o dagli aggregatori (al primo posto Tocqueville), concentriamoci sulle chiavi di ricerca. Pare che Ordine Generale sia raggiunto da gente che cerca, tra le tante, le parole o espressioni (in ordine decrescente): “mutande donna”, “perizoma”, “scopare”, “cane cazzo”, “ma come si fa buon sesso orale?”, “finanziamenti pubblici editoria”, “malattie cardiovascolari”, “mangiare smegma”, “masturbazione femminile con semi avocado”, “milly d’abbraccio patata”, “mi chiamano con numeri strani”, “morgan applicato alla vita i puntini di sospensione”, “numero sotto controllo”, “Nuovo Psi”, “statistiche vendita quotidiani in italia”, “vendita musica online”, “video porno ragazza ripresa dal suo ex mentre fa una sega”, “Vladimir luxuria wikipedia”.
Per chi mi taccia, tra l’altro a ragione, di essere un berlusconiano, segnalo che la voce “Silvio Berlusconi” non compare tra quelle inserite nei motori di ricerca per raggiungere questo blog. Compare il solo cognome, nell’espressione “voglio scrivere una lettera a Berlusconi come faccio”, con lo 0,09%.

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giovedì, giugno 12, 2008

il lettore ha fame (o almeno gli si pulisca la bocca con il tovagliolino)

Gianluca Neri, su Macchianera, aveva iniziato a scrivere una storia interessante e questa, come tutte le storie interessanti, aveva fatto presa sul lettore. «Clarence story», questo il nome scelto dal Neri, anche se nelle prime tre puntate si è parlato solamente di Cuore e di Sabelli Fioretti. Già, le prime tre puntate, perché poi la storia sembra essere stata inghiottita dal restyling grafico e dal cambio di piattaforma, dai Radioincontri, dalla pubblicità alla colonia estiva di quell’altro e di quella alla nuova trasmissione radiofonica del padrone di casa. E il lettore, quello che capitava su quelle pagine anche per continuare a leggersi la sua storia, è rimasto lì, con la forchetta a mezz’aria e il rigolo del boccone precedente che ora rischia seriamente di sbrodolare giù. E non è un bel guardare, nemmeno per la sacralità del parquet.

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domenica, marzo 23, 2008

Perché ogni blog che si rispetti deve avere una sua parte di diario

In questa domenica pasquale – servirà la Maiuscola, o basta la minuscola? - in cui il cervello è appesantito, è piacevole naufragare nel mare di parole scritte in passato. Alcune stanno lì, sono di pubblico dominio, basta cliccare sulle pagine dell'archivio. Altre, stanno su pezzi di carta difficilmente recuperabili tra le macchine che unite formano la grande Rete. Altre ancora, le più belle, me le sono tenute per me.

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domenica, gennaio 13, 2008

concorso.

Ho tolto un blog dai collegamenti a lato perché, giorno dopo giorno, mi sono accorto che era il pallido tentativo di imitarne un altro – questo, invece, è lì fisso nei link e chi lo schioda più? Un paio di volte la lettura mi aveva procurato brividi di goduria, perciò in qualche modo era finito in questa piccola lista che sta a lato, e che nonostante tutto è terribilmente falsa e incompleta. Poi i brividi di goduria sono stati presto sostituiti da brividi di freddo: oltre che scopiazzare, le battute di cui la titolare pensava di essere specialista, non fanno nemmeno un po’ ridere.
Menzione pubblica per chi indovina il cassato e il plagiato.

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venerdì, dicembre 07, 2007

50000 baci.

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giovedì, ottobre 25, 2007

pernacchia.

L’allarme è rientrato, Levi pare aver chiarito. Nel frattempo, aggiungiamoci alla pernacchia che gli fa il Times.

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martedì, ottobre 23, 2007

"Il disegno di legge sull'editoria non tocca i blog", parola di Levi. Che ci suggerisce di esagerare con i guanciali (!)

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, nonché autore del famigerato disegno di legge sulla riforma dell'editoria, dichiara apertamente che “in questa legge non ci si occupa di blog”. Una buona notizia, oltre al mezzo chiarimento di Gentiloni, dopo che nei giorni scorsi in Rete era esplosa la protesta (pur con qualche valida eccezione) contro il disegno di legge in questione – complice, ancora una volta lo devo notare con disappunto, la grancassa mediatica del solito Beppe Grillo, per l'informazione comune paladino dei blogger, anche di quelli che non si definirebbero tali e che con il comico niente vogliono avere a che fare.

Dunque dalle parole di Levi si evince che “il senso della legge per quanto riguarda Internet è quello di estendere ai giornali pubblicati su Internet le regole per i giornali pubblicati sulla carta stampata”, che al Roc si devono iscrivere “solo gli operatori professionali, quelli che svolgono come mestiere quello dell'attività editoriale” e che, in definitiva, “i blog o i siti individuali non sono oggetto della nostra legge”. Levi ha promesso anche che durante il primo incontro con la Commissione proporrà un'aggiunta alla disegno di legge proprio per chiarire meglio i punti toccati in questa sua dichiarazione all'Agr.

Solo una cosa, in conclusione, getta un po' di ombra sulla tranquillità che il sottosegretario avrebbe dovuto infondere in tutti quelli che hanno a che fare con blog o siti individuali. E questo po' di ombra lo troviamo in una delle dichiarazioni più tipiche della politica e del politichese italiani. Dice Levi che quelli che hanno un blog “possono stare non tra due ma tra dieci guanciali”. Ecco, l'iperbole dei guanciali mi è andata di traverso.

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