mercoledì, febbraio 06, 2008

tutti da soli - o, almeno, leggeri.

Walter Veltroni ha dichiarato che al Senato il Partito Democratico correrà da solo. Ora mi aspetto che il Cav. segua alla lettera le indicazioni che gli sono arrivate da An, Lega e Udc: la Casa delle Libertà siamo noi quattro, punto; se vuoi allargare, aggiungi un posto nelle liste di Forza Italia. Così, sarebbe (quasi) perfetto.

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mercoledì, dicembre 05, 2007

sub-opposizione

Facciamo un passo indietro. Dimentichiamoci della svolta berlusconiana di piazza S.Babila e di tutte le polemiche che nel centrodestra sono nate in seguito a quell’episodio. Lo so, è difficile cancellare con un unico colpo di spugna, e seppur temporaneo, le affermazioni acidelle di Fini e degli esponenti del suo partito, o ancora dell’Udc e dei suoi leaderini. Ma proviamoci. E arriviamo al dunque: il Cav., durante una riunione con i coordinatori di Forza Italia, pronostica un futuro agganciamento dell’Udc e di un’eventuale “cosa bianca” alla sinistra. Se per i centristi potrebbe essere legittimo farlo, figuriamoci se per il Cav. non è legittimo pensarlo. E aggiunge che sono stati proprio Casini e i suoi a “far cadere la Casa delle Libertà”. Opinione, anche questa, legittima se non altro perché non è la prima volta che la si sente pronunciare dall’ex Premier. Di più, Berlusconi dopo l’affermazione precisa che né lui né Fini avrebbero operato per una distruzione del centrodestra, tendendo oltre al braccio destro già teso con i fiori e gli auguri per la neonata figlia di Fini anche il sinistro, in vista di una ricucitura con Alleanza Nazionale. La quale, per bocca del suo portavoce, il primo della classe On. Andrea Ronchi, fa sapere che An gradirebbe una smentita da parte di Berlusconi per quanto affermato sull’Udc. Si facessero i cazzi loro, verrebbe da dire fossimo un minimo cafoni. Ma poi capiamo che è la sub-opposizione a parlare.

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martedì, novembre 20, 2007

An sta delirando

Che i capetti di An si mettessero d’accordo. Perché se per Gianfranco Fini “il tempo sarà galantuomo”, per Gianni Alemanno il Cav. invece “sbatterà la faccia”, e il momento dei galantuomini sembra essere dunque ancora lontano. Detto ciò, Alleanza Nazionale potrebbe fare, finalmente, una mossa anticipata: far sapere a Berlusconi come si sente chi la faccia l’ha già sbattuta.

PS – cercavo un’immagine da corredare a questo post. Mi sarebbe piaciuto da matti una faccia spiaccicata contro un vetro. Così sono andato come di consueto su Google Immagini e ho messo nel campo di ricerca – forse con troppa imprudenza – “sbattere la faccia”. Prima pagina di risultati, niente. Seconda pagina, tra gli altri, un manifesto di Alleanza Nazionale. Raggiunto lo scopo non su Ordine Generale bensì sul motore di ricerca per eccellenza, ho rinunciato all’immagine di corredo.

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domenica, novembre 18, 2007

Politicamente parlando, quello indossato da Fini è un perfetto cappio al collo

Ho come l’impressione, viste quelle che sono le novità, che se Fini non la smette di fare i capricci, Berlusconi lo rispedisce da dove l'ha preso. Ovvero lo delegittima dopo averlo legittimato quel giorno in cui disse che lo avrebbe tranquillamente votato come sindaco di Roma. E mi dispiace dirlo, perché le mie simpatie per Gianfranco Fini non sono mai state un mistero, ma il popolo italiano, davanti ad una vera forza della natura quale è il Cav., ci mette pochissimo a dimenticarsi di un pur valido leader che però non riesce a capitalizzare quelli che sono i consensi personali – e non del suo partito – che riceve. Mettersi in un angolino a pestare i piedi come sta facendo Fini – e con lui Casini, che però potrebbe avere un futuro dall’altra parte – non ha proprio senso, è un suicidio politico bello e buono. Detto ciò, ovviamente anche il Cav. ora dovrà riuscire a costruire un programma valido e alternativo a quella cazzimma di governo che il centrosinistra ha messo in piedi, ma è un altro paio di maniche. Così come è un altro paio di maniche il fatto che Berlusconi, e quindi Forza Italia, prima o poi sarà costretto a sedersi al tavolo del dialogo; ma è fuori da ogni dubbio che ancora una volta il pallino della politica lo abbia in mano lui. Possono così pensare di fare riforme – più o meno importanti, più o meno incisive – senza di lui, ma è un pensiero cieco, una balla colossale. Senza Berlusconi, ovvero senza il rappresentante del partito che in Italia ha preso più consensi nelle ultime elezioni e che rispetto a queste è cresciuto ancora di svariati punti percentuali, non si va da nessuna parte. È bene che Fini se lo ricordi.

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